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I primi passi di una nuova Europa unita non solo nei propositi

di Stefano Rossi*


Ieri pomeriggio, 10 novembre, un nutrito gruppo di cittadini europei si è riunito nella sezione torinese del Movimento Federalista Europeo per discutere con l’europarlamentare del Pd Mercedes Bresso la proposta di riforma dei trattati europei avanzata dalla Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, incontro propiziato dalla collaborazione con il Centro Einstein e il Centro Studi sul Federalismo.

Anche se i media mainstream, come oggi si usa chiamarli, hanno ignorato la notizia, i nostri rappresentanti direttamente eletti a Bruxelles negli ultimi mesi hanno discusso una importante riforma “costituzionale” dell’Unione Europea, che sarà votata dalla plenaria del Parlamento Europeo entro fine anno, argomento trattato dalla stessa Bresso nella rubrica Orizzonti d'Europa che si pubblica su questo sito ogni lunedì.[1]


Le modifiche proposte

La proposta di riforma complessiva dei trattati esistenti è ambiziosa e mira a riformare in profondità i modi in cui l’Unione europea decide e gli strumenti che ha per realizzare le decisioni democraticamente assunte. Una prima parte di modifiche punta a rinforzare il rapporto di fiducia tra il Parlamento europeo e la Commissione, che assumerà il nome di Esecutivo Europeo, e a ribilanciare i rapporti con il Consiglio Europeo, anima intergovernativa dell’attuale Unione.

Si propone poi l’abolizione dell’unanimità al Consiglio in molte materie, tra cui la politica estera e di sicurezza, che ancora oggi troppo spesso blocca il processo decisionale dell’UE, impedendo alla volontà dei cittadini rappresentati nel Parlamento europeo di diventare un atto legislativo. Vi sono poi importanti modifiche sulle competenze e sulle politiche dell’Unione, dalle politiche sociali e del lavoro alla sanità, dall’eguaglianza di genere all’istruzione. La proposta sarà tra l’altro illustrata in un dettagliato rapporto che la FEPS (Fondazione Europea di Studi Progressisti) pubblicherà nelle prossime settimane, che illustra bene come la nuova Unione dovrà essere in grado di produrre i beni pubblici richiesti dai cittadini (da ultimo con la Conferenza sul Futuro dell’Europa) e che gli Stati nazionali non sono più in grado di fornire.

Come ricordato da Mercedes Bresso, e come emerso dal dibattito con i presenti, l’obiettivo è dare ai cittadini europei gli strumenti adatti ad affrontare le sfide di oggi. Solo così potremo riprendere in mano il nostro destino e superare quel senso di frustrazione e impotenza che proviamo davanti alle tragedie del mondo, risolvendo la contraddizione del “chi eleggiamo noi non decide, e chi decide non lo eleggiamo noi”. In una frase, ricostruire la sovranità perduta dagli Stati europei, che può essere recuperata soltanto se condivisa.


Le tappe della riforma "costituzionale"

Il percorso per arrivare a un nuovo trattato è lungo e ricco di insidie. Se il voto in plenaria al Parlamento Europeo confermerà la proposta, sarà la presidenza spagnola del Consiglio a dover trasmettere al Consiglio Europeo la richiesta di convocazione di una Convenzione, decisione che il Consiglio Europeo può adottare a maggioranza semplice. Alla Convenzione spetterà quindi discutere la proposta del Parlamento in un ampio e approfondito dibattito pubblico e redigere il nuovo trattato. Rivedremo, in sostanza, il percorso che portò alla Costituzione europea, poi bocciata da Francia e Olanda nel 2004. Oggi, a differenza di vent’anni fa, l’obiettivo dell’allargamento esige un “approfondimento” dell’Unione, la cui riforma costituzionale è ritenuta necessaria per poter accogliere nuovi membri. Inoltre, è ormai chiaro a tutti che nel nuovo disordine globale, dove si sfidano potenze regionali con ambizioni imperiali, gli europei potranno contare solo se saranno uniti.

Come socio dell'associazione, infine, mi sia consentito ringraziare il nostro presidente, Michele Ruggiero, per l’attenzione che ha dedicato alla mia prima iniziativa come neo-eletto segretario del MFE Torino, a dimostrazione che La Porta di Vetro mantiene il proprio impegno a fare informazione di qualità (rarità nel panorama odierno) aiutando i lettori a comprendere i grandi cambiamenti del mondo in cui viviamo.


*Segretario MFE Torino



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