Riforma giustizia. "Separazione delle carriere un falso problema"
- Alberto Ballerino
- 3 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 3 mar
L'opinione del professore di Diritto costituzionale Renato Balduzzi
di Alberto Ballerino

Già ministro della salute, parlamentare e membro del Consiglio superiore della magistratura, il professore Renato Balduzzi ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande sul referendum relativo alla riforma della magistratura. Partiamo da quali sono gli elementi di criticità nel sorteggio per l’elezione dei magistrati nel Csm?
“Sono stato nel Csm e ho visto agire le cosiddette correnti. Non mi pare che sia il problema di fondo della giustizia italiana. Gli episodi clamorosi e negativi che vengono più spesso menzionati hanno riguardato impropri accordi e intese tra singoli magistrati trasversalmente appartenenti a diverse correnti ed esponenti politici. Ho sempre invitato i miei colleghi togati a non considerarsi prigionieri del loro elettorato perché i componenti del Csm devono garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e per poterlo fare devono essere essi stessi autonomi e indipendenti. Il sorteggio non c’è da nessuna parte del mondo, anche se più di sessanta paesi hanno un sistema come il nostro con un Consiglio superiore della magistratura. L’unica eccezione è la Grecia, ma in questo caso i componenti durano in carica un solo anno e comunque non sembra che quel sistema sia efficiente. Il fatto che nessuno lo adotti dovrebbe in qualche modo interrogare chi ha simpatia verso il sorteggio. Aggiungo che non è così nei consigli disciplinari delle varie professioni e del personale dipendente, proprio perché si tratta di rappresentanze. Infine, non dimentichiamoci del rischio di correnti occulte, quelle sì davvero pericolose.”
Qual è l’aspetto più importante della riforma: la separazione delle carriere o il sorteggio?
“Nella presentazione del nucleo della riforma da parte dei suoi sostenitori constato una grande variabilità. In qualche caso si dice che il suo cuore è la separazione delle carriere, in qualche altro il sorteggio, oppure la volontà di ridurre il ruolo del Csm. Credo si debba precisare che il Csm è un organo di rilievo costituzionale e non può certamente essere degradato a un ufficio del personale: prende il posto del Ministro della giustizia per quanto riguarda i magistrati ordinari. Su quale debba essere il ruolo del magistrato nella società contemporanea ci sono naturalmente diversi punti di vista, al pari di ciò che accade in ogni ordine professionale: meno male allora che tra i magistrati c’è discussione e consapevolezza delle diversità culturali e di impostazione. Se il Csm ha il compito di garantire l’autonomia e l’indipendenza dei magistrati, e sinora complessivamente lo ha fatto, indebolirlo significa indirettamente indebolire i cittadini.”
La separazione delle carriere?
“Se si vuole farlo, ammesso che storicamente oggi abbia un senso, non c’è bisogno di cambiare la Costituzione, come ha detto più volte la Corte costituzionale. Se si interviene sulla carta costituzionale è perché si vuole fare qualcosa di diverso rispetto alla separazione delle carriere. Non è una cosa molto difficile da capire. D’altra parte, ormai viene apertamente detto che si vuole modificare l’equilibrio tra la politica e la magistratura: non c’è quindi neanche da fare il processo alle intenzioni.”
Gli attacchi contro la magistratura, al di là della riforma, sono spesso di una veemenza impressionante. “Alimentare odio sociale verso la magistratura è atteggiamento non solo poco responsabile, ma anche autolesionista: i magistrati garantiscono i diritti di tutti. È poco sensato che un paese venga aizzato contro i magistrati, proprio perché essi sono la garanzia per tutti noi. Aggiungo che i contenuti e i toni della discussione referendaria non sono all’altezza del grande equilibrio che, anche sul rapporto tra magistratura e politica, è contenuto nella nostra Costituzione: per questa ragione cerco, nei miei interventi, di fare considerazioni pacate, aiutando a comprendere i termini esatti della questione.”
C’è il pericolo di un’involuzione autoritaria?
“Questo non lo so, perché non entro nei cervelli e nelle intenzioni delle persone. Devo tuttavia constatare che in altri paesi l’attacco alla magistratura è stata una premessa per curvature autoritarie e illiberali dell’ordinamento. Questo è accaduto in Ungheria, in Polonia e sta purtroppo avvenendo negli Stati Uniti. Non parlo ovviamente di quei paesi dove c’è già un’autocrazia, e dunque dove, per definizione, la magistratura difficilmente riesce a fare valere il rispetto delle regole e delle garanzie di uno Stato di diritto. Stiamo vivendo nel mondo un’ondata demagogica in cui si fa credere che con meno garanzie si viva meglio: in realtà, è forse così per i più ricchi e potenti, ma per gli altri è certamente peggio.”













































Commenti