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Detto in pochissime parole. La banalità della violenza nel Trump pensiero e famigli

Aggiornamento: 5 mar

di Indiscreto Controcorrente


Donald Trump, l'uomo delle certezze assolute, al primo bilancio dell'aggressione all'Iran, mentre erano in corso i negoziati a Ginevra sul nucleare: "[L'Iran] avrebbe avuto l'arma nucleare fra due settimane, senza i nostri attacchi alle sue installazioni. Stiamo facendo il nostro lavoro non solo per noi, ma per il mondo". Il mondo? Ha forse chiesto l'opinione a qualcuno? Il giorno dopo, smentita del Pentagono sulle reali potenzialità atomiche iraniane.

Ancora Trump: "Stiamo andando molto, molto bene. La nuova leadership iraniana vuole parlarmi. Ho accettato di farlo, parlerò con loro, [anche se] avrebbero dovuto farlo prima, era pratico e facile da fare". E soprattutto la maggior parte era ancora viva...

Sempre Trump, soddisfatto e rimborsato, ieri l'altro, a favore di telecamere universali: "Stiamo massacrando gli iraniani, presto arriverà una grande ondata. Abbiamo il più grande esercito del mondo". Per la serie: e falli anche perde..., come se fosse una partita di football americano.

Melania Trump alla sessione delle Nazioni Unite: "La difesa dei diritti dei bambini può e deve restare al centro dell’agenda internazionale". I minori iraniani vittime dei bombardamenti americani e israeliani sono circa 150, in massima parte bambine. Forse è meglio nell'interesse dei bimbi che la First Lady passi ad altro incarico. A meno che pensasse a quelli di Gaza. In questo caso sarebbe opportuno che si sbrighi, se li vuole trovare ancora vivi, perché il socio israeliano di suo marito non fa sconti a nessuno.

Il Segretario alla Guerra Usa, Peter Brian Hegseth sull'operazione Furia Epica all'uscita dalla sua pomeridiana seduta davanti ai videogiochi: "Li colpiamo chirurgicamente [gli iraniani] in modo schiacciante e senza scuse. Con il passare dei giorni le nostre capacità si rafforzano e quelle dell'Iran si indeboliscono". Per essere sicuri li hanno colpiti così bene chirurgicamente che i missili Usa hanno distrutto anche un ospedale a Teheran.

Sempre Hegseth: "Non è una guerra infinita come in Iraq". Ma non è il suo comandante in capo a sostenere che gli Usa hanno riserve illimitate in armamenti e qualunque altro arma di distruzione di massa e del diritto internazionale?

Il primo consigliori di Trump e primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu: "Non sarà una guerra infinita, ma un'azione rapida e decisiva". Intanto l'uomo che non deve chiedere mai per massacrare il prossimo, mobilita 100mila riservisti e apre un altro fronte in Libano, creando un'altra ondata di sbandati e profughi; come garanzia di successo offre al mondo ciò che ha combinato a Gaza in due anni e mezzo, oltre 70 mila vittime del fuoco dell'IDF, e che continua a fare in Cisgiordania, con gli assassini e le violenze perpetrati dalle milizie dei coloni, assecondate dall'esercito, secondo uno schema che ricorda l'avvento del fascismo italiano.

Per oggi è abbastanza, tanto la guerra continua...

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