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I bambini di Gaza ci guardano, purtroppo

di Menandro|

Continuiamo ad essere grati e debitori verso Vittorio De Sica per quell’indimenticabile titolo di un suo film, “I bambini ci guardano”. Sono decenni che ci salva quando la sofferenza dell’infanzia ci penetra nel cervello e non trova più una via d’uscita, se non quella dell’urlo interiore per contrastare la disumanità del mondo. Ma, guardando le immagini e i reportage che arrivano da Gaza, si è portati a chiedere se i bambini siano ancora propensi ad offrirci una chance, una qualunque chance per sfuggire al terrore in cui sono precipitati grazie al cinismo di Israele e Hamas, di Netanyahu e degli estremisti palestinesi, all’inerzia dell’Occidente. I bambini sono stufi di guardare adulti criminali, adulti irresponsabili, adulti che uccidono e trattano il diritto alla convivenza e alla pace come infezioni da curare con il piombo e gli esplosivi. A Gaza i bambini oggi muoiono. E muoiono anche quando “giocano”, perché l’unico gioco permesso loro è quello del “nascondino”, ma per nascondersi da bombe e razzi che piovano con “precisione chirurgica” dal cielo per distruggere case addossate le une alle altre. L’Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, non esita a denunciare uno scenario di disastro per l’umanità. Le cifre riversate sui take d’agenzia inchiodano alla vergogna per il numero di esseri umani che si prepara ad una vita randagia, tra compassione a distanza e fastidio nella vicinanza: gli sfollati sono già 30 mila. Una parte rilevante è composta da bambini. Che dovrebbero andare a scuola. Invece, cominceranno a frequentare la dura scuola dei campi profughi. Non stupitevi se poi degli adulti prenderanno soltanto il peggio. Diamo forse loro la possibilità di guardare il meglio?

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