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Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro

di Alessio Ferraris* |

La tragica morte di Luana D’Orazio, a Prato, e le tante vittime che quotidianamente insanguinano i luoghi di lavoro hanno acceso i riflettori dell’opinione pubblica su un’emergenza nazionale che ogni anno provoca un numero inaccettabile di morti, indegno di un Paese civile. Il fenomeno, purtroppo, non risparmia neanche il Piemonte. Dall’inizio dell’anno si contano 13 morti sul lavoro, con 6 vittime nell’area metropolitana, 3 ad Alessandria, 3 a Cuneo e 1 ad Asti. Siamo di fronte ad una strage silenziosa che continua in ogni territorio, in ogni settore, dall’edilizia all’agricoltura, dal manifatturiero alla logistica. Non c’è un segmento produttivo che sia immune a questa piaga che colpisce il mondo del lavoro. Per arginare il fenomeno, come Cgil Cisl Uil abbiamo elaborato un documento, rivolto a governo, istituzioni e controparti datoriali, nel quale formuliamo importanti proposte e rilanciamo la necessità di un “Patto nazionale per la Salute e la Sicurezza”. Per noi è fondamentale introdurre un sistema di qualificazione per le aziende, partendo dal modello della patente a punti, per riconoscere il valore delle imprese che garantiscono e investono nella sicurezza e, al contrario, escludere dalle aggiudicazioni, in caso di appalto, quelle che vi speculano. È dimostrato che esiste una stretta correlazione tra infortuni e la presenza o meno del sindacato in azienda, la qualità del rapporto di lavoro e la corresponsione reale delle mansioni del lavoratore. La contrattazione nazionale e decentrata deve svolgere il ruolo di prevenzione, intervenendo sull’organizzazione del lavoro che ha un forte impatto sulla salute e sicurezza. Ogni lavoratore, ma anche ogni datore di lavoro, deve ricevere una formazione adeguata che lo accompagni in tutta la sua vita lavorativa. Oltre a rivendicare la presenza in ogni contesto lavorativo di adeguate forme di rappresentanza, contrattuale e tecnica, ovvero di figure preposte, regolarmente elette e periodicamente formate, sollecitiamo a gran voce un più efficace coordinamento tra gli organi di vigilanza. Vanno superate le incoerenze e inefficienze inconcepibili nella catena di coordinamento tra Governo, Regioni, Enti locali, ma anche tra gli organi di vigilanza territoriali. Le aziende devono essere sostenute nell’innovazione e ammodernamento delle tecnologie e nei dispositivi di protezione individuale. La sicurezza nei luoghi di lavoro resta una sfida culturale ed è per questo che ribadiamo l’importanza di una campagna di sensibilizzazione ad ogni livello, a partire dalle scuole. Molto resta da fare, ma occorre soprattutto uno sforzo collettivo per far passare il messaggio che la sicurezza è un investimento e non un costo e, soprattutto, che la vita delle persone viene prima di ogni logica di profitto. *Segretario generale Cisl Piemonte

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