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Detto in pochissime parole... Zelensky, "servitore del popolo" ha perso contro la corruzione

Cavallo di battaglia nella sua serie televisiva e in politica


di Indiscreto controcorrente


@President.gov.ua                                             Discorso di insediamento del presidente Zelensky
@President.gov.ua Discorso di insediamento del presidente Zelensky

Prevedibile. Non solo mariuoli nello scandalo per corruzione esploso in Ucraina - 100 milioni di dollari, il malloppo - che si sta rivelando una slavina per il presidente Zelensky, un attore da sempre più a suo agio in parti comiche e di satira, che in quelle drammatiche, con le quali ha preso confidenza soltanto dal giorno dell'aggressione russa, indossando quotidianamente la tuta mimetica.

Ora, però, Zelensky si è accorto che la corruzione - il problema dei problemi in Ucraina - su cui aveva puntellato la sua campagna elettorale contro l'allora presidente Petro Poroshenko, non si combatte sfruttando battute di celluloide o con elmetto e fucile d'ordinanza. O meglio, in democrazia l'uso del fucile è tassativamente vietato, anche se con l'introduzione della legge marziale, Zelensky ha avuto ed ha maggiori spazi di intervento radicale. E in parte lo ha fatto, o è stato indotto a farlo, quando i segnali di imbarbarimento affaristico sono diventati voci, poi sospetti di arricchimento illecito di alcuni collaboratori a lui molto vicini, infine inchieste e incriminazioni.

Nel gennaio del 2023, il presidente aveva promosso una vasta epurazione all'interno della sua cerchia governativa, dando il benservito a più viceministri, a cinque governatori regionali, fino a toccare il viceministro per le Infrastrutture Vasyl Lozynsky, pizzicato a prendere una tangente di 350 mila dollari, oltre a una serie di figure di primo piano dell'establishment di Kiev. In quella circostanza, Zelensky aveva dichiarato: "È un problema interno che sta interferendo con lo stato e che stiamo risolvendo proprio ora. Non è solo giusto, ma è necessario per la nostra protezione e aiuterà il nostro riavvicinamento alle istituzioni Europee”.

Riavvicinamento miseramente fallito, tra un crescendo di imbarazzo che si registra a Bruxelles e nei principali palazzi europei. Zelensky è un uomo dalla promessa e invettiva facili, come nella sua sit-com "Servitore del popolo". E oggi come ieri, almeno in pubblico non inveisce, ma continua a promettere di sradicare il malaffare delle commesse pubbliche. Ma il fronte interno mostra segni di cedimento. L'Ucraina crede sempre meno a un presidente che ha puntato tutte le sue carte su una guerra impossibile, rinunciando a investire sull'Occidente più sul piano diplomatico, che su quello militare.

E gli crede meno, ed è umanamente comprensibile, anche perché Timur Mindich, suo ex socio d'affari e comproprietario della casa cinematografica Kvartal 95 che ha prodotto "Servitore del popolo" , è fuggito all'estero. Giusto in tempo per non essere incriminato, forse arrestato, sicuramente invitato a rispondere alle contestazioni e all'esistenza di una rete di complicità. Epilogo e logica conclusione di un circolo d'affari privato e di amici che privo di filtri e di selezione si è trasformato in potere politico assoluto, e che con una guerra in corso ha reso facile bersaglio chi critica o contesta il presidente con l'accusa di antipatriottismo.

Non è la prima volta che il desiderio di cambiamento produce più guasti di quelli denunciati. In materia, l'Italia detiene il copyright delle linee guida.




Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

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