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Crisi Bielorussia-Polonia: ora in volo i cacciabombardieri russi

Si allarga la crisi, con preoccupanti risvolti di azioni militari in corso, la gestione dei migranti che premono dal confine della Bielorussia per entrare in Polonia per poi passare in Germania e in altri paesi dell’Unione Europea. Una tensione che si sta manifestando con una “muropatia”, sorta di nuovo virus politico che sta contagiando più paesi. Ultimo la Lituania che ha cominciato la costruzione di un muro alla frontiera con la Bielorussia. A sua volta, Minsk, nonostante la minaccia di un inasprimento delle sanzioni da parte di Bruxelles, prosegue ad organizzare gruppi di immigrati che marciano verso il confine con la Polonia. Di qui, la reazione di Varsavia che nei giorni scorsi ha mobilitato ben 15 mila uomini delle sue forze armate. In sostanza, un’intera divisione che lascia sottendere che non si tratta di una parata per mostrare semplicemente i muscoli al dittatore bielorusso Lukashenko. Infatti, l’uomo forte di Minsk ha preso la palla al balzo in questo pericoloso gioco muscolare per chiedere soccorso al suo protettore Putin. E il presidente russo non si è sottratto al suo ruolo. Il soccorso si è così materializzato con la presenza nei cieli della Bielorussia di due bombardieri strategici russi Tu-160 che hanno sorvolato il territorio accompagnati da caccia Su-30SM dell’aeronautica militare bielorussa. Non è un accenno di guerra. Ma neppure una disponibilità al dialogo dei numerosi attori. E con quello che comincia a bollire nei Balcani, non c’è da restare allegri.

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