"Bologna non dimentica" e neppure il nostro Paese
- La Porta di Vetro
- 1 ago 2025
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 2 ago 2025

Una città che a nome dell'intero Paese ha sposato la strada della verità, dell'impegno civico, delle inchieste coraggiose e non pilotate, del rifiuto a girarsi dall'altra parte non appena si sollevano scomodi coinvolgimenti.
Come ad ogni anniversario, dietro lo striscione "Bologna non dimentica", nel quarantacinquesimo della strage alla stazione di Bologna emerge la volontà collettiva di inchiodare i mandanti, e non solo gli esecutori materiali condannati nei processi, alle loro responsabilità. E non si tratta di opinioni. Di qui l'invito rivolto alla presidente del consiglio Giorgia Meloni dall'Associazione famigliari vittime della strage di recidere i legami che riportano l'origine dell'eversione nera alla storia di un preciso partito di estrema destra, di quel partito neofascista, il Movimento sociale italiano, nelle cui file furono allevati più terroristi assassini che colpirono con il massimo della ferocia la città di Bologna che "non dimentica". In proposito, Paolo Bolognesi, al suo ultimo giorno da presidente dell'Associazione famigliari vittime della strage ha ricordato a Giorgia Meloni che "condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici”.
Riviviamo la manifestazione di oggi, 2 agosto, cui hanno partecipato le istituzioni locali, mentre il governo è stato rappresentato dalla ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, con un le foto inviate alla Porta di Vetro dal consigliere comunale di Torino Pierino Crema che ha partecipato al corteo con il Gonfalone della Città di Torino.




















































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