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Appuntamento con la lettura sulla condizione femminile


Alle 17,30 di domani, lunedì 26 febbraio, presso il Centro di valorizzazione territoriale di via Medici 28 a Torino, si discuterà di Donne 4.0, appuntamento organizzato dalla Casa editrice Impremix. Al centro c'è la condizione femminile, insieme con la volontà di uscire dallo stereotipo che vuole le donne fragili, in difficoltà, sempre in seconda fila rompendo gli schemi.

Il fine dell’appuntamento, che verrà riproposto il 7 marzo alla biblioteca Ginzburg, è quello di compiere un gesto essenziale nella sua semplicità: portare all’attenzione del pubblico tre libri, tre storie di donne scritte da donne che, con i loro romanzi narrano il quotidiano femminile nella sua precarietà e nella sua forza. Perché è necessario raccontare come proprio la condizione precaria nella quale spesso si muovono le donne diventi alla fine stimolo di riscatto e elemento di confronto per poter dire a chi le ha viste arrivare che non ci può girare dall’altra parte. E’ tempo di rendersi conto che il mondo del lavoro, della famiglia, delle relazioni e della competizione è cambiato forse più velocemente di quanto non facciano le istituzioni che se ne devono rendere conto.


Né vestali né suffragette ma donne consapevoli e per questo parte attiva di una rivoluzione di pensiero che non è più silenziosa e che si muove non di rado grazie a  storie private che vengono donate al pubblico, per farne esperienza collettiva e stimolo, quando non veri schiaffi, dati in faccia a un’opinione pubblica dormiente.

Di qui nascono prendono corpo "Il coraggio di Miriam" di Cristina Valfrè, "Amore... ti farò morire" di Elena Gherra e "Cartavetro" di Rosanna Caraci. Sono pagine che si leggono tutti d’un fiato e che rappresentano, attraverso le vicissitudini di Miriam, Alice e Dada, gli aspetti dell'universo della donna moderna tra lavoro e affetti, attraverso temi attuali come il mobbing sul lavoro, lo stalking e la dipendenza affettiva ed economica, la precarietà contrattuale e progettuale che non cessa nemmeno oltre i cinquant'anni.

“Miriam il coraggio di fare la differenza” ci mette a confronto con la protagonista, Miriam come suggerisce lo stesso titolo, che si fa valere nonostante il suo essere donna e le diffidenze sul lavoro; “Amore…ti farò morire” racchiude già nella sua copertina la paura che un uomo arrogante che dapprima si presenta come un Lancillotto da libro dei sogni si trasformi, dopo il matrimonio e in modo subdolo, in aguzzino che non usa le mani per massacrare la sua Alice ma le parole e l’arma della dipendenza. “Cartavetro” ci presenta Dada, che tra le tre donne è quella forse più anziana e che, alla soglia dei cinquant’anni è morsa dal dubbio: accettare passivamente la precarietà affettiva e lavorativa, le insoddisfazioni perché ormai “il suo tempo è andato” oppure trovare anche il coraggio di provare a ribaltare la situazione contro un capo che non la considera e un amante che la ritiene scontata?

Tre modi di vivere lo stesso universo, quello femminile. Le autrici si confrontano con Angelo Stera, psicologo; l’avvocato Maria Grazia Cavallo e il consigliere regionale Raffaele Gallo firmatario di una proposta di legge per la tutela delle donne vittime di violenza economica.

Secondo i dati del Report 2023 di  Donne in rete contro la violenza, pubblicati a giugno 2023, tre donne su dieci non sono titolari di un conto corrente bancario e quattro su dieci dipendono economicamente dal proprio partner. Solo il 27% delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza decidono di denunciare tale specifico tipo di violenza tra quelle subite. Ed è  violenza negare l’accesso diretto alle risorse economiche della famiglia, e vessare la donna con comportamenti che implicano una sudditanza economico sociale, che molte ritengono rientrare nella normalità, mentre si configurano inequivocabilmente come violenza economica.


 


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