Viaggio nella Londra insolita e misteriosa...
- Ivano Barbiero
- 17 gen
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 18 gen
Londra, istruzioni per l’uso curioso: cronaca urbana di dettagli che non chiedono attenzione/2
di Ivano Barbiero

Seconda parte del tour londinese del nostro infaticabile viaggiatore. Sabato scorso [1] ci aveva lasciati a Trafalgar Square, monumentale e simbolico luogo per il fu Impero britannico e per l'England odierna, davanti al cosiddetto "Leone sbagliato". Una scultura, lo ricordiamo, dall'anatomia imperfetta, derivata da una ragione semplicissima per l'epoca: l'artista non aveva mai visto un felino in carne e d'ossa (anche per sua fortuna...).
Tuttavia, l'immaginazione strettamente personale gli fu perdonata dalla città... Ed è sempre da Trafalgar Square che il giro riparte, ma dal suo angolo sud-est per andare alla scoperta di "strane" cabine e di altre sfiziose curiosità.

Le cabine che non sono cabine
Trafalgar Square Police Box
All’angolo sud-est di Trafalgar Square, c’è una finta cabina telefonica incassata nel basamento di un lampione. Infatti, era una micro-postazione di polizia (anni ’20-’30 del Novecento), con telefono diretto a Scotland Yard per il controllo delle manifestazioni. Oggi non è operativa (ripostiglio tecnico), ma resta visibile. In realtà è un condotto di ventilazione per un bunker sotterraneo della Metropolitan Police. Idem per una cabina telefonica, chiusa a chiave, posta sul lato opposto, con dei fori circolari sui vetri. Se la si osserva con attenzione si scopre che all’interno non c’è alcun telefono sul pavimento, mentre sullo stesso pavimento si aprono grandi fessure. Anche questa era un condotto di ventilazione per un rifugio antiaereo. Londra ha sempre nascosto le sue infrastrutture in piena vista.
I numeri civici sui vetri
Una funzione diventata stile
Camminando in alcune strade georgiane di Londra, soprattutto a Bloomsbury, Clerkenwell e Marylebone, può capitare di notare qualcosa che non si vede più: i numeri civici dipinti direttamente sui vetri delle finestre del piano terra. Aree dove sono ancora visibili esempi autentici.
Prima che la numerazione degli edifici fosse standardizzata e fissata sulle porte, il numero serviva soprattutto a essere visto dalla strada, anche di sera, riflettendo la luce delle lanterne. Il vetro era la superficie più visibile e “nobile”. Non è decorazione. È funzione diventata stile. E come spesso accade a Londra, quando una funzione smette di servire, non viene cancellata: resta, discreta, come traccia di un’abitudine passata. Chi non sa cosa guardare, passa oltre. Chi lo nota, improvvisamente capisce che la città ha avuto più sistemi di orientamento di quanti ne usi oggi.

Il capannone di neon religiosi, kitsch e blasfemi
God's Own Junkyard
Unit 12, Ravenswood Industrial Estate: non è su strada principale, In effetti, sembra un capannone qualsiasi, ed è proprio quello giusto: un ex-capannone industriale trasformato in un deposito-labirinto di neon. Davvero tante le curiosità che vi troverete: croci, Madonne, angeli, slogan, frasi sacre e profane, erotiche, ironiche, apertamente blasfeme. Tutto vero, tutto funzionante, accumulato per decenni dalla famiglia Bracey. Non è una mostra temporanea. Non è una scenografia. È un magazzino che si lascia guardare. Oltre alle insegne, c’è arte luminosa fatta a mano, pezzi cinematografici e oggetti di design da negozi, luna park e club.
C’è anche il Rolling Scones Café: l’area bar/caffetteria immersa tra i neon, dove ci si può fermare per un drink o un pasto sotto le luci. Nota per chi ha la smania degli acquisti compulsivi, qui quasi tutto è in vendita ma i prezzi, specialmente per i neon, in gran parte restaurati, non sono di certo abbordabili. Indicativamente: piccole insegne da parete, da 250 a 500 sterline; insegne di dimensioni medie: da 500 a 1000 sterline; grandi pezzi artisticamente complessi: da 2000 a 5000 sterline.
Comunque sia, ci sono anche oggetti più piccoli da souvenir (magliette, poster, cartoline, libri) nella piccola boutique associata alla galleria.
I tombini “artistici” o con pattern particolari
A Londra i tombini non sono “arte urbana” nel senso giapponese di disegni colorati o immagini figurative; sono coperture di manutenzione con motivi decorativi in ghisa spesso molto sottili, che risalgono soprattutto all’epoca vittoriana o all’inizio del XX secolo. Questi pattern sono ciò che alcuni designer e fotografi considerano street-design “artistico”, pur essendo originariamente funzionali e industriali.
A Doughty Street, Bloomsbury (WC1N), ve ne sono alcuni con disegni che ricordano motivi geometrici o semi-ornamentali, interpretati come più “ricercati” rispetto al normale pattern industriale. Nell’East End (vicino a Brick Lane, Fournier Street, Redchurch Street) sono stati documentati tombini e coal hole covers (coperture del buco da dove veniva consegnato il carbone nelle case nel XIX secolo) con motivi a spirale o “raggi di sole” e nomi storici di fonderie come Clark, Hunt & Co.
Seven Dials,
WC2H-9AA
Un incrocio unico a Londra, sette strade con sei quadranti solari in cima a una colonna orientati su lati diversi Queste meridiane non sono mai state precisissime: servivano più a organizzare lo spazio urbano che a dare l’ora. Guardando inoltre le facciate dei palazzi ci si accorge che sono curve. Non è estetica, ma necessità. Le case seguono l’incrocio a raggiera. È una delle pochissime zone dove l’architettura si piega davvero alla viabilità. Molte finestre non sono allineate tra loro perché l’interno è stato adattato dopo. Inoltre, le cornici non combaciano, le finestre sono leggermente storte e le linee sembrano “scivolare”: in generale si tratta di un effetto spiazzante e surreale.

I 10 draghi della City of London
Questi animali mitologici, volutamente minacciosi, non accolgono, avvertono: “Qui comincia una città-stato dentro la città”. Rivolti tutti verso l’esterno della City e ognuno differente dall’altro si trovano a Temple Bar (il più famoso), Victoria Embankment, Blackfriars, Westminster Bridge, Aldgate, Moorgate, Bishopsgate, Holborn, Smithfield, Vauxhall Bridge (area di confine amministrativo ampliato). Non sono distribuiti a caso: indicano con precisione il confine giuridico della City of London. I draghi non decorano, segnano il potere legale. Quando si attraversa un drago, si entra in una giurisdizione diversa: diversa polizia (City of London Police), diverso sindaco (Lord Mayor, non il Mayor of London), autonomia storica riconosciuta dalla Corona. È segnaletica istituzionale, non simbolica. Il più noto di questi draghi quello di Temple Bar, segna l’antico punto dove il sovrano si fermava, chiedeva simbolicamente il permesso di entrare nella City.

Le case finte
23–24 Leinster Gardens, W2 (Bayswater)
Da strada sono due normali case vittoriane: porte, finestre, balconi. Dietro, però, non c’è alcun edificio, come di può notare dalla foto. Nel XIX secolo servivano a nascondere il tratto scoperto della metropolitana a vapore: i treni dovevano sfogare il fumo, ma l’alta borghesia non voleva vedere i binari.
Perché è davvero strana: è una bugia architettonica mantenuta da oltre 150 anni. Nessuna targa lo segnala. È una delle finzioni urbane più eleganti di Londra

ArcelorMittal Orbit – Helix Slide
5 Thornton Street, London E20 2AD, UK (Queen Elizabeth Olympic Park, Stratford)
Se amate i brividi e le esperienze elettrizzanti dovete assolutamente provare questo scivolo a tunnel trasparente di 178 metri di lunghezza avvolto attorno alla struttura dell’ArcelorMittal Orbit. Fu progettata dall’artista Sir Anish Kapoor con l’ingegnere Cecil Balmond come parte delle infrastrutture dei Giochi Olimpici di Londra 2012, e oggi è una delle installazioni di arte pubblica più iconiche della città. È spesso descritta come una scultura di acciaio a spirale ispirata alla forma del DNA, con passerelle panoramiche e viste mozzafiato sulla skyline londinese
La discesa parte da circa 76 m di altezza lungo la gigantesca scultura e comprende 12 spirali attorno alla torre. Ci si sdraia e si scende con i piedi davanti. La velocità di discesa dura 30-40 secondi e arriva sino ai 24 chilometri orari, come dire adrenalina pura. Sconsigliato per chi soffre di claustrofobia, il tubo di discesa è trasparente, ma è pur sempre un tunnel chiuso. Proprio per questo motivo le condizioni meteorologiche sono indifferenti: pioggia o vento una volta partiti non potrete più tornare indietro e dopo un po’ di secondi comincerete a domandarvi quanto vi resterà ancora da soffrire.
Note













































È incredibile come tu sia riuscito a farci scoprire e incuriosire e farci tornare la voglia di tornare a Londra per vedere tutte queste cose che hai descritto nei due capitoli bellissimo sei veramente bravo riesci a far stupire amare desiderare leggere i tuoi racconti grazie di cuore Carmen