Taccuino mediorientale. Trump rimanda l'attacco all'Iran
- La Porta di Vetro
- 11 ore fa
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Attacco sospeso. Il presidente Donald Trump grazia per il momento il regime di Teheran. La ripresa dei bombardamenti prevista per oggi, martedì 19 maggio, è stata sospesa, ma Washington avverte: non ci saranno concessioni e gli ayatollah sanno bene che cosa accadrà loro se non ci sarà un accordo, dallo Stretto di Hormuz al nucleare. Il Washington Post spiega nella sua edizione on line che il presidente si è limitato, in pratica, a raccogliere le richieste dei leader di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per un rinvio che rilanci i negoziati. Da più osservatori, l'iniziativa trumpiana è stata messa in relazione alla strategia dell'Iran, che negli ultimi giorni ha aumentato la pressione militare sugli alleati Usa nel Golfo, con attacchi missilistici alle infrastrutture energetiche che prefigurano, come ha scritto il New York Times una guerra prolungata di almeno tre mesi, con il lancio quotidiano di missili per sparigliare le carte e costringere le nazioni arabe del Golfo a prepararsi a un'intensificazione degli attacchi per provocare l'ingresso in guerra degli Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Arabia Saudita ed aprire, un'altra delle opzioni nella testa del regime di Teheran, di bloccare anche lo Stretto di Bab el-Mandeb, lo stretto braccio di mare che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, cruciale nel passaggio di un decimo del commercio mondiale. Lo stretto, si osserva, ricade è nel raggio di controllo degli Houthi, la milizia yemenita sostenuta dall'Iran. Paese da cui arriva, attraverso Al Jazeera, l'emittente qatariota, un commento di Foad Izadi dell'Università di Teheran, che traccia un'analisi delle ripetute minacce del presidente Trump: un segno di debolezza, dopo 37 giorni di bombardamenti americani che non hanno piegato l'Iran, com'era nelle convinzioni della Casa Bianca. Intanto l'Iran prosegue nella sua politica d'elastico, che alterna silenzi a proposte per chiudere lo stato di belligeranza con Stati Uniti e, di riflesso, con Israele. È di ieri l'ultima, presentata tramite il mediatore Pakistan, come ha riportato l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim.
In ultimo, di rilievo, una notizia ripresa dal New York Times e pubblicata sempre da Al Jazeera. L'obiettivo è spostato sull'Iraq, con una foto che ritrae le forze dell'esercito iracheno impegnate domenica scorsa in un'operazione investigativa nel deserto di Nukhaib, a sud-ovest di Karbala e Najaf. Secondo Al Jazeera, l'operazione sarebbe stata dettata da segnalazioni di una presenza militare israeliana non autorizzata nell'area. Tel Aviv, si legge ancora nell'articolo, avrebbe costruito due avamposti militari segreti nel deserto occidentale dell'Iraq in vista della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Nello specifico, le fonti del New York Times sarebbero irachene.













































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