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TACCUINO MEDIORIENTALE. Tregua-farsa in Libano: dal 2 marzo sono già tremila le vittime

Washington continua a premere per un cessate in fuoco, lo stesso che dovrebbe essere in vigore da settimane, ma che evidentemente rimane sulla carta, nominale. Altrimenti non si spiegherebbe il drammatico costo di vite umane, almeno tremila, che si registra dalla ripresa dei bombardamenti sul Libano meridionale nello scontro tra Israele e Hezbollah. Secondo il quotidiano libanese Daily Star, che ha ripreso fonti diplomatiche citate dall'emittente statunitense MTV, " le discussioni si sono intensificate sabato scorso tra Libano, Stati Uniti e Israele, mentre in parallelo il governo libanese, tramite il presidente della Camera Nabih Berri, sondava la disponibilità di Hezbollah a sospendere il lancio di missili sulle città israeliane. Tuttavia, argomenta ancora Daily Star, nonostante la trasparenza nei rapporti, permane lo scetticismo tra i funzionari libanesi sulla reale disponibilità di Israele a rispettare gli impegni, dopo ripetute accuse di violazioni durante precedenti periodi di tregua.[1]

Esplicito in proposito il titolo del quotidiano israeliano Haaretz sulla situazione di confine: "Per i libanesi, gli aerei da guerra israeliani sopra la testa – non la diplomazia di Washington – definiscono la realtà". E nel sommario si spiega che "Mentre i funzionari di Washington descrivono un'opportunità per estendere e stabilizzare il cessate il fuoco sotto mediazione statunitense, una fonte del governo libanese e residenti nel sud affermano che c'è poca fiducia nella sua durata, avvertendo che né Beirut, né l'esercito si aspettano una vera e propria cessazione delle ostilità, finché le operazioni aeree israeliane continueranno e Hezbollah rimarrà sotto attacco".[2] Da parte sua, Hezbollah si sarebbe disponibile a concedere a Israele due giorni per ridurre significativamente i suoi attacchi militari, per dare spazio ad una autentica evoluzione positiva del cessate il fuoco.

Che rimane una chimera. Anche oggi, 18 maggio, i villaggi libanesi del distretto di Nabatieh hanno subito ripetuti e massicci attacchi dal cielo e fuoco di artiglieria israeliani d'artiglieria. Tel Aviv ha affermato di aver lanciato un intercettore verso un 'obiettivo aereo sospetto', identificato nello spazio aereo dove opera l'esercito nel sud del Libano. Hezbollah non ha ancora rivendicato alcun attacco oggi. Ieri, il fuoco israeliano sul Libano meridionale e sulla Bekaa ha ucciso 7 persone domenica, inclusi 3 bambini. [3]


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