Sequestro Flotilla: la Farnesina chiede le solite "spiegazioni" a Israele nel silenzio dell'Europa
- La Porta di Vetro
- 22 ore fa
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Aggiornamento: 11 minuti fa

"La Farnesina continua a seguire l’evoluzione della situazione". Frase finale di uno striminzito comunicato di dieci righe, con cui si sintetizza l'intervento diplomatico del ministro degli Esteri Antonio Tajani presso il Governo Netanyahu. israeliano. Scottato dalla precedente esperienza, il titolare della Farnesina ha chiesto rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle IDF. Inoltre, ha chiesto all’Unità di Crisi, alle Ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. L’Ambasciatore d’Italia a Tel Aviv, si legge ancora nella nota, ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani.
Nella realtà, il governo italiano non si nasconde quanto sia problematico oggi confrontarsi con il premier Netanyahu, personaggio oramai indifferente a qualunque tipo di protesta internazionale, che si muove in patria come in politica estera come un caterpillar, schiacciando il dissenso e le minoranze, facendosi scudo della solita medaglietta di sempre più scarso valore, che Israele è l'unico stato democratico mediorientale e in virtù di questa medaglietta di valore sempre più inflazionato, garantisce alle forze armate la licenza di uccidere in Libano, a Gaza e in Cisgiordania.
Nell'episodio di stamane, come scrive l'agenzia Ansa, non è ancora chiaro quanti dei circa 500 attivisti coinvolti siano stati fermati dalle autorità israeliane, mentre secondo il portavoce della Global Sumud sono 31 le barche intercettate e altre 20 che proseguono verso Gaza. Numeri a grandi linee confermati anche dal quotidiano israeliano Haaretz che parla di "almeno 28 imbarcazioni sequestrate da Tel Aviv".
Nota dei consiglieri comunali di Torino di Pd, Avs, Domani e M5S per il fermo di quattro torinesi.
Tra le prime reazioni, quelle dii alcuni consiglieri comunali di Torino, che hanno esortato il Ministro degli Esteri Tajani e il Governo italiano ad attivarsi immediatamente per la protezione e il rilascio di tutti gli italiani e le italiane coinvolti nella missione, e ad esprimere la contrarietà del nostro paese alle violazioni commesse in acque internazionali e a sostenere l’arrivo di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza attraverso corridoi sicuri.
In un comunicato, i consiglieri comunali del Pd Ludovica Cioria, Abdullahi Ahmed, Antonio Ledda, Luca Pidello, Claudio Cerrato e Simone Tosto, insieme con i consiglieri comunali AVS Sara Diena e Emanuele Busconi, con Tiziana Ciampolini, consigliera di Domani, Andrea Russi e Tea Castiglione, consiglieri M5S, sottolineano la loro preoccupazione per la sorta di quattro torinesi fermati, Marina Castellano, nata a Torino e residente a Candiolo (TO), Gabriele Gardini, nato a Torino, residente a Modena Daniele Gallina, nato a Torino, residente a Bruxelles, e Adriano Veneziani, residente a Torino. Altri due piemontesi, Leonarda Alberizia, residente a Albugnano (AT), e Giuseppina Branca, residente Cannero Riviera (VB), fanno parte dela missione di terra due piemontesi.
Alla notizia dell'abbordaggio della marina israeliana, stamane si è registrata anche una presa di posizione del Pd nazionale, con una nota dell'europarlamentare e componente della segreteria nazionale del Pd Sandro Ruotolo, che ha ricordato che "esiste il diritto alla navigazione: nessuno Stato può trasformare il Mediterraneo in una propria zona di controllo militare permanente. Nessuno può sentirsi padrone di casa in acque internazionali". Evidentemente non è ciò che pensa il governo Netanyahu.
È di alcune ore fa, segnala sempre l'agenzia Ansa una lettera della delegazione del Movimento 5 stelle a Bruxelles all'Alto rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas, per chiedere "con urgenza alla Commissione europea e al Servizio europeo per l'azione esterna di attivare tutti i canali diplomatici per garantire l'integrità fisica, la difesa legale e la piena protezione consolare dei cittadini europei" presenti sulla Global Sumud Flotilla, "assicurandone l'immediato rilascio e il ritorno in sicurezza". A bordo di un'imbarcazione della Flotilla c'è anche un parlamentare dei 5 stelle, Dario Carotenuto.












































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