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Miss Giorgia M...arple ora indaga sullo strano caso del redditometro scomparso

di Anna Paschero


A prescindere dalle diverse posizioni espresse da esponenti del Governo e dell’opposizione sulla bontà, o meno, del “nuovo” redditometro proposto con il decreto appena pubblicato del vice ministro Leo, – strumento peraltro già contenuto nell’ordinamento tributario da più di mezzo secolo per contestare al contribuente incongruenze fra acquisti, tenore di vita e reddito dichiarato – il dibattito che ne è seguito ha fatto emergere la grande confusione che regna sovrana all’interno della compagine governativa in materia fiscale, in particolare per quanto riguarda il controllo dell’evasione e, di conseguenza,  dello stato dei conti pubblici nazionali.

Già, perché, dopo gli assist ai "riluttanti" che si autoesentano dal pagamento delle tasse propiziati dalla premier Giorgia Meloni con recenti dichiarazioni (“non dirò mai che le tasse sono una cosa bellissima”, “pizzo di stato” etc.) l’evasione sta crescendo. Siamo, infatti, alla soglia di 100 miliardi all’anno, così come si sta impennando il debito pubblico nazionale; in un solo mese più 22 miliardi e in totale 2.894,7 miliardi di Euro alla fine di marzo.  E’ comprensibile quindi la preoccupazione del Governo di riuscire a  far quadrare i conti  sia per mantenere le promesse elettorali, sia in vista della prossima applicazione del Patto di stabilità europeo, il cui rispetto si profila arduo per il nostro Paese.

Tuttavia, il neonato redditometro partorito dal centro destra è sopravvissuto soltanto ventiquattro ore, in attesa del confronto annunciato da Giorgia Meloni con il suo viceministro Leo per “ulteriori approfondimenti”, per poi dichiarare che: “l’obiettivo è e rimane quello di contrastare la grande evasione e il fenomeno inaccettabile, ad esempio, di chi si finge nullatenente ma gira con il Suv, o va in vacanza con lo yacht, senza però per questo vessare con norme invasive le persone comuni". Con la presidente del Consiglio nei panni dell'implacabile investigatrice Miss Marple, gli evasori ora cominciano a tremare. 

Del resto, per l’appunto, il redditometro è rivolto non certamente ai contribuenti i cui redditi sono certi e accertabili, come quelli dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, a cui vengono corrisposti già decurtati delle imposte direttamente versate all’erario (persone comuni?), ma a quelli di difficile accertamento, perché autodichiarati dagli stessi contribuenti (lavoratori autonomi e piccole imprese). Ai quali peraltro sembra che questo Governo abbia scelto di  dedicare  maggiori attenzioni rispetto ai primi, come emerge dai provvedimenti assunti con la Legge di Delega fiscale in via di completamento negli ultimi mesi. Un caso?

 

 

 

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