Libertà di stampa a rischio in Israele: ferma denuncia di Haaretz
- La Porta di Vetro
- 2 giorni fa
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Aggiornamento: 1 giorno fa

Che cosa sta succedendo alle libertà democratiche in Israele? A lanciare l'allarme, l'ennesimo, è Haaretz, il quotidiano d'opposizione di Tel Aviv, complici anche le fughe di notizie su possibili elezioni anticipate che contribuiscono a creando un clima di irrequietezza e disagio nel Paese.
Disagio giustificato da un articolo on line pubblicato oggi, domenica 31 maggio, con Haaretz allerta i lettori sulle iniziative della coalizione che sostiene Netanyahu; una coalizione, scrive, apparentemente intenzionata a procedere con lo scioglimento anticipato della Knesset, i cui parlamentari approfitterebbero, in una situazione tesa e di resa dei conti con le opposizioni, per promuovere e fare approvare una serie di controverse proposte di legge. Leggi fondamentali per il programma di riforma giudiziaria del governo che mira, e da tempo, a salvare il premier Netanyahu dal processo che lo vede imputato per corruzione, frode e abuso di ufficio.
Ma non solo. Nel mirino dei partiti di estrema destra e radicalismo religioso, sempre più inclini a virare verso un autoritarismo lontano parente della democrazia, vi sarebbe l'informazione, ovviamente da "normalizzare" attraverso una proposta di legge per mettere il bavaglio all'informazione. L'ipotesi legislativa conferirebbe al governo il controllo su una nuova autorità di regolamentazione dei media, destinata a sostituire gli attuali organismi di controllo. Il disegno di legge così minerebbe - scrive Haaretz - l'indipendenza organizzativa delle redazioni giornalistiche delle emittenti commerciali e garantirebbe al governo il controllo sulle modalità di misurazione e pubblicazione degli indici di ascolto.
Sempre all'interno di questo pacchetto di "riforme" la Knesset dovrebbe discutere un disegno di legge che porrebbe il dipartimento investigativo interno della polizia – responsabile delle indagini sulle condotte illecite degli agenti – sotto l'autorità del ministro della Giustizia. [1]
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