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La memoria di Gianni Coscia ridà "vita" agli Ottolenghi

Inaugurata ad Alessandria la mostra "Pizzicato" con le opere di Francesco Arecco


di Alberto Ballerino


Non sono mancate sorprese ed emozioni per l’inaugurazione della mostra ‘Pizzicato’ che, nella sede della Società di storia arte e archeologia a Palazzo Cuttica di Alessandria, ha posto le opere di arte contemporanea di Francesco Arecco in dialogo con i dipinti della quadreria Trotti Bentivoglio e i pezzi della collezione Ottolenghi. Tanti i visitatori, tra cui anche il sindaco di Alessandria Giorgio Abonante. L’esposizione in effetti ha permesso non solo di ammirare le opere di Arecco, ma di scoprire letteralmente due storiche e affascinanti collezioni di cui la maggior parte del pubblico non conosceva neppure l’esistenza. Particolarmente suggestiva quella della israelita Enrichetta Ottolenghi Sacerdote, soprannominata ‘madre dei combattenti’ per l’opera di assistenza e di crocerossina svolta durante la Grande guerra. Dedicata al patriottismo in provincia dal Risorgimento alla Grande Guerra, venne chiusa dal Regime in seguito alle legge razziali. 

Il celebre musicista Gianni Coscia ha sorpreso tutti, compreso gli organizzatori, con una preziosa testimonianza su Davide Ottolenghi, il marito di Enrichetta, che alla morte di quest’ultima, volle rendere pubblica la collezione attraverso la Società di storia, arte e archeologia. "Mia madre  - ha ricordato – era la portinaia del Palazzo di Davide Ottolenghi. Lui era un uomo davvero straordinario e generoso, mi aveva preso in simpatia. Poiché incominciavo a suonare già con la fisarmonica, voleva appoggiarmi finanziariamente lo studio del violino. Un giorno mi invitò a pranzare con lui, mi stupì a vedere che il tavolo era apparecchiato per tre persone: chi era la terza? Mi spiegò che si trattava della scomparsa moglie Enrichetta, alla cui perdita non si poteva rassegnare. Ogni volta che andava a tavola, faceva apparecchiare anche per lei. Gli dissi che un giorno, se non ci fosse stato più, avrei fatto apparecchiare anche per lui e rise di cuore. Un uomo davvero eccezionale. Ricordo anche che durante la guerra, soldati della Wermacht si acquartierarono nella casa in cui si era rifugiato, ma per fortuna non lo scoprirono”.

Altra piacevole sorpresa è stato l’arrivo da Novi Ligure di un discendente di Enrichetta Ottolenghi Sacerdote, Umberto Diena, che ha raccontato origini e trascorsi del proprio ramo famigliare. Molto significativa anche la presenza di una rappresentanza della Comunità ebraica di Casale Monferrato, per la quale ha preso la parola Adriana Ottolenghi in risposta alla presentazione degli organizzatori. 

Molto apprezzati anche i dipinti del marchese Trotti Bentivoglio, realizzati nel periodo della Belle Époque e illustrati al pubblico da Rino Tacchella. In particolare, ha impressionato la bellissima ‘marina’ presentata alla Biennale di Venezia e che ora Arecco (nella foto in primo piano, dietro il sindaco Abonante), ha posto in dialogo con una suggestiva opera realizzata con legno di abete. Altro dipinto che ha suscitato molto interesse è il bellissimo ritratto della moglie Angela Maria Benzi, semplice dipendente del cappellificio Borsalino di cui il marchese Trotti Bentivoglio si innamorò perdutamente e che poté sposare solo dopo la morte del padre, superando i divieti di classe sociale.


Al termine del percorso espositivo nella sede della Società, rimanendo sempre a Palazzo Cuttica, nell’Auditorium Pittaluga è stato proposto un progetto di installazione di Francesco Arecco con l’intervento degli allievi del Conservatorio e di musicisti alessandrini che hanno composto un’orchestra con le custodie dei loro strumenti, deposte sul palco. Una conclusione suggestiva per una giornata che ha permesso di scoprire e attualizzare pagine di storia che non vanno dimenticate. 

L’iniziativa è stata organizzata dalla Società di Storia Arte e Archeologia per le province di Alessandria e Asti e dal Conservatorio Antonio Vivaldi con il sostegno dell’Associazione Culturale APS Amici ed ex Allievi del Liceo Scientifico Galileo Galilei e dell’Associazione I più fragili tra i più deboli, con il patrocinio della Città di Alessandria e la sponsorizzazione di ‘Castello di Tassarolo – Vini Biodinamici’.

Visite guidate e gratuite per singoli, gruppi e scuole all’esposizione nella sede in via Gagliaudo 2 ad Alessandria sono possibili, rivolgendosi ai numeri telefonici 3284562004 e 3287175254.

 

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