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L'OPINIONE DELL'ESPERTO. Guerra in Ucraina: esaurita la spinta propulsiva di Kiev

di Michele Corrado*

È “preferibile e possibile negoziare una soluzione politica per la Crimea”, annessa alla Russia nel 2014, anche per evitare altre vittime. Così, ieri, 28 agosto, il presidente dell'Ucraina Volodimir Zelensky, all’emittente 1+1, ha sparigliato le carte e si è ripreso la scena da protagonista sul teatro del conflitto che dal 24 febbraio 2022 insanguina il suo Paese, dopo l'invasione russa. Ridimensionato dai vertici militari Usa, in caduta di popolarità in Europa, alle prese con scandali interni, dopo l'ennesimo annuncio di ripresa della controffensiva, sostenuto dai vertici della sua intelligence, il presidente ucraino sembra aver ripiegato su obiettivi più aderenti alla realtà e negoziabili politicamente con l'appoggio dell'Occidente. Secondo Zelensky, infatti, una vicinanza ai confini amministrativi della Crimea, favorirebbe la possibilità di "forzare politicamente la smilitarizzazione della Russia sul territorio della penisola". Nella notte, le forze armate del Cremlino hanno nuovamente bombardato la regione di Zaporizhzhia, distruggendo edifici e infrastrutture. La notizia è stata riferita su Telegram dal capo dell'amministrazione militare regionale Yuriy Malashko, come riporta Ukrinform, lo stesso che sempre ieri ha dichiarato che nel sud continua la controffensiva ucraina. Sul fronte diplomatico, fonti britanniche hanno affermato che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si recherà il 4 settembre a Soci, sulle rive del mar Nero, per incontrare l'omologo russo Vladimir Putin. Ma vediamo che cosa ha prodotto la controffensiva ucraina sul fronte meridionale della guerra.


A due mesi dall’inizio della presa dell’iniziativa da parte degli ucraini, i risultati conseguiti sul terreno sono alquanto modesti. Il disegno di manovra della Contro-Offensiva, che pare si proponesse di raggiungere il Mar d’Azov con l'obiettivo di rompere la continuità territoriale con la Crimea e, di conseguenza, rendere insostenibile il flusso logistico con la penisola. Obiettivo strategico rilevante, perché avrebbe potuto determinare il collasso delle truppe russe di occupazione. Ma, non è riuscito. O almeno, non è ancora avvenuto e le probabilità che si registri nelle prossime settimane è alquanto remoto.

L’iniziativa offensiva delle Forze ucraine però continua, ma con un tasso di perdite elevato, mentre il dispositivo difensivo russo (costituito principalmente da campi minati e aree prospicenti battute da artiglierie predisposte), sembra dare risultati apprezzabili. Appare sempre più evidente, che l'esercito del Cremlino ha tratto validi insegnamenti da quanto è avvenuto nei primi mesi di guerra ed ha deciso di porsi su un piano di difesa strategica il cui scopo principale è stato quello di limitare le perdite, imporre tempistiche di progressione alle forze ucraine oltremodo lunghe e logorare le forze corazzate nemiche ora equipaggiate con carri occidentali.

Strategia logica che si affida a un assioma noto in campo militare: i russi sono fra i maggiori produttori di mine terrestri, da qui il loro massiccio uso - le mine nascono per condurre operazioni difensive contro un nemico all'offensiva con mezzi corazzati - su un terreno ideale per il loro impiego.

Si deve aggiungere che il nemico principale delle operazioni offensive è il "tempo": quanto meno durano, tanto più sono efficaci; quanto più sono dilazionate, tanto più diventano insostenibili e si esauriscono per naturale affievolimento della spinta.

A consuntivo, è più che evidente che i generali russi hanno applicato in toto questi principi dottrinali basilari e li stiano mettendo in pratica. Ricordato che Kiev agisce senza supporto aereo dedicato, a meno di un tracollo settoriale ed inaspettato dell'avversario, rimarrà impossibile superarne l’organizzazione difensiva.

Naturalmente, da parte russa, questo sforzo prolungato ed inatteso di una Operazione Militare Speciale preparata e pianificata per durare non più di alcuni giorni, con perdite minime, si è trasformato in una campagna militare incerta e dai risvolti imprevedibili. Secondo fonti americane, il logorio dell'apparato è tale che, se anche cessassero oggi le operazioni in Ucraina, potrebbero passare diversi anni prima che Mossa possa replicare un tale sforzo militare.



*Col. in Ausiliaria Esercito Italiano

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