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L'opinione dell'esperto: aiuti militari, preludio all'ingresso dell'Ucraina nella Nato

Aggiornamento: 20 gen 2023

di Michele Corrado*


Aiuti militari sofisticati per 2,5 miliardi di dollari: è quanto il presidente americano Joe Biden, sino a ieri riluttante, ha deciso di inviare in Ucraina. Secondo il New York Times la conferma potrebbe arrivare a stretto giro di posta, con l'annuncio che gli aiuti contemplerebbero anche mezzi corazzati Bradley, munizioni per i sistemi missilistici Himars, proiettili di artiglieria e nuovi sistemi per la difesa aerea. Inoltre, da fonti d'agenzia si è appreso che per il sottosegretario alla Difesa Usa, Colin Kahl, l’Ucraina necessità di una maggiore capacità in termini di fanteria corazzata, per sfondare le difese russe e nello specifico ha sottolineato che il suo Paese è intenzionato a fornire alKiev mezzi per spezzare lo stallo nei combattimenti con la Russia, ma non sono disponibili inviare carri armati M1 Abrams, dotati di un sistema molto complicato e costoso. In forma surrettizia, la "proxy war", la guerra per procura contro la Russia, prosegue.


Gli Stati Uniti continuano a supportare militarmente le Forze ucraine con diversificate forme di equipaggiamenti, mezzi, sistemi d’arma, addestramento e dottrina. Gli ucraini chiedono incessantemente ogni tipo di supporto, essendo completamente dipendenti dagli occidentali, non avendo un'industria della difesa adeguata a sostenere le operazioni in corso sia per qualità, che per quantità delle produzioni.

In particolare, si è evidenziato un consumo elevato di munizionamento per armi portatili e proietti di artiglieria.

I pacchetti occidentali di forniture sono stati cospicui e continuano ad esserlo, ma le richieste ucraine si fanno sempre più di alto livello da quando hanno compreso di essere “competitivi” nei confronti delle Forze Russe.

Gli americani stanno, da molti anni in previsione di una entrata dell’Ucraina nella Nato, cercando di far evolvere queste Forze militari verso standard occidentali. Prima dell’invasione russa, secondo fonti dell'Alleanza Atlantica, le Forze ucraine erano lontane dallo standard richiesto, ad eccezione delle Forze Speciali (le Forze Speciali sono numericamente limitatissime e si utilizzano per operazioni a livello operativo/strategico; le Forze convenzionali, quelle componenti l’esercito, per le operazioni tattiche).

Carro Bradley

È a livello delle Forze tattiche che si sta tentando di elevarne le capacità di combattimento per mezzo di sistemi addestrativi Nato ed equipaggiamenti avanzati applicando la Dottrina dell’Alleanza per le Forze tattiche. Gli ucraini hanno compreso che tale sistema funziona e stanno cercando di incrementarlo con mezzi e sistemi d’arma sofisticati, adeguati a condurre operazioni offensive.

Gli occidentali sono restii a fornire il “pacchetto” (carri da combattimento, veicoli corazzati per la fanteria, droni armati, ecc.), che comprende anche le modalità addestrative d’impiego secondo la Dottrina Nato. Tuttavia gli Stati Uniti hanno deciso di fornire alcuni di questi mezzi, i Bradley (veicoli corazzati per la fanteria pesante)[1], insieme alla Germania con i Marder, versione 1,[2] e per incrementare la difesa aerea i Patriot, missili di tipo avanzato che possono garantire una certa copertura dello spazio aereo ucraino dai missili russi.

Carro Marder

Gli Stati Uniti, però, non hanno accettato di fornire carri armati pesanti e missili tattici, questi ultimi più volte richiesti dagli ucraini, che consentirebbero di colpire le retrovie profonde (fino a circa 200 km), delle Forze russe nel Dombass e non solo.

Va anche considerato che per utilizzare tali sistemi d’arma occorre un addestramento specialistico di varie settimane ed un costante successivo e altamente sofisticato sostegno logistico (sia per i Bradley, i Marder, che per i Patriot), dai costi notevolmente elevati. Va aggiunto, che tali sistemi, per produrre risultati, devono essere mantenuti a numero; ciò significa che i mezzi distrutti o resi inutilizzabili vanno rimpiazzati e i missili Patriot utilizzati devono essere reintegrati.

Ovviamente, anche Comandanti e gregari ai vari livelli devono essere formati dottrinalmente e tecnicamente per utilizzare al meglio tali risorse al fine di fare risultato sul campo di battaglia (il problema principale è quello, per le Forze ucraine tattiche, di passare da una mentalità di quantità, di ascendenza sovietica, ad una di qualità come quella americana o tedesca).

Naturalmente, tali forniture, se adeguatamente utilizzate, possono incidere, anche notevolmente, sull’andamento delle operazioni in corso; ma il “pacchetto” deve essere completo ed utilizzato al meglio dagli ucraini.


* Col. in ausiliaria Esercito Italiano


Note


[1] https://it.wikipedia.org/wiki/M2/M3_Bradley

[2]https://it.wikipedia.org/wiki/Marder


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