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Iraq, scontri violenti a Baghdad provocati dalle milizie sciite

Situazione incandescente in Iraq, nella capitale Baghdad, come nelle principali città del paese per iniziativa delle milizie sciite e dei loro sostenitori contro i risultati delle elezioni che definiscono fake. Un voto anticipato, avvenuto domenica 10 ottobre scorso, da cui è uscito vittorioso il religioso sciita Muqtada al Sadr, personaggio con numerose ombre sul suo passato, ma che ha saputo cavalcare con estrema disinvoltura le manifestazioni contro il governo di due anni fa. Proteste violente che avevano costretto alle dimissioni del primo ministro, Adel Abdul Mahdi, sostituito da Mustafa al Kadhimi.

Gli scontri di oggi a Baghdad sono avvenuti nella Green zone la zone delle ambasciate, in particolare nei pressi di quella degli Stati Uniti. Il disegno dei manifestanti è quello di passare la notte in tende per occupare l’area. Ma l’esercito iracheno è intervenuto con durezza e ha dato fuoco alle tende. Negli scontri vi sarebbero già 2 morti e oltre 100 feriti. Preoccupazioni sono già state espresse dei paesi occidentali per il quadro di destabilizzazione che, dopo l’Afghanistan, si sta delineando – come è stato già previsto da numerosi analisti – anche in un’altra zona calda del Medio Oriente.

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