Il valore dei soldi e del sangue in Ucraina Nuovo scandalo finanziario a Kiev
- La Porta di Vetro
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Aggiornamento: 2 ore fa

I soldati muoiono al fronte, mentre le città sono sottoposte al martellamento di ondate missilistiche russe. In questo scenario, gli uomini potere s'ingrassano. L'Ucraina è travolta emotivamente, ma non ancora politicamente, dall'ennesimo scandalo finanziario. A Kiev imperversa la corruzione ai vertici dello Stato. E l'arresto di Andriy Yermak, al centro dello scandalo denominato "Dinastia". Yermak è l'ex potente capo dell'Ufficio presidenziale e braccio destro di Volodymyr Zelensky, per il quale il tribunale di Kiev ha fissato per lui una cauzione di circa 2,7 milioni di euro.
La corruzione in Ucraina ha radici profonde e la presidenza Zelensky non ha contribuito ad attenuarla. Anzi. Nel novembre 2025, gli ucraini e la comunità internazionale hanno scoperto la sua enorme dimensione quando il Nabu (Ufficio Nazionale Anticorruzione dell’Ucraina) e la Sapo (Procura Specializzata Anticorruzione) hanno stretto il cerchio attorno agli uomini più influenti e vicini al presidente. Lo scandalo "Mindychgate", con il mandato di cattura per l'imprenditore Tymur Mindych (amico di Zelensky e comproprietario della sua vecchia casa di produzione cinematografica), ha svelato un giro di appropriazione indebita e riciclaggio di almeno 100 milioni di dollari nel settore energetico. Le tangenti accertate sulla società statale per l'energia nucleare Energoatom oscillavano tra il 10% e il 15%.
Ora il filone della corruzione che conduce ai Fondi della Difesa per beni di lusso: Nuove indagini rivelano che una parte del denaro pubblico ucraino e dei fondi destinati alla Difesa in tempo di guerra sarebbe stata sottratta e riciclata all'estero per l'acquisto di ville di lusso, con ramificazioni finanziarie che gli inquirenti hanno tracciato fino a Ginevra, in Svizzera.
Scrive il Manifesto nell'edizione di oggi: Gli inquirenti sostengono che si tratta di un’ulteriore ramificazione dell’inchiesta “Re Mida”, nella quale era stato scoperto uno schema di corruzione che avrebbe sottratto oltre 100 milioni di dollari dai fondi statali destinati alla costruzione di strutture di difesa e all’acquisto di sistemi anti-aerea per contrastare i bombardamenti russi sulle centrali energetiche ucraine. La novità è che parte di questi fondi, 460 milioni di grivnia (circa 9 mln di dollari) sarebbe stata dirottata, utilizzando una rete di società di comodo, transazioni in contanti e documenti finanziari fittizi, verso un’immobiliare che si stava occupando di un residence super-esclusivo. [...] Incalzato dai giornalisti, uno dei consiglieri di Zelensky, Dmytro Lytvyn, ha risposto che «è troppo presto per valutare gli atti procedurali in corso», mentre dall’ufficio del presidente non è arrivata alcuna dichiarazione ufficiale.
Al netto della propaganda russa, che non perde occasione per gettare fango sull'Ucraina, rimane da domandarsi chi, con queste premesse, vorrebbe l'Ucraina nell'Unione Europea. Forse, soltanto la signora Ursula von der Leyen, che dal suo secondo mandato vede e sente sempre meno, ma in compenso parla sempre più.













































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