top of page

Il regime iraniano nella tenaglia mortale di Trump e Netanyahu

Aggiornamento: 1 mar

di Maurizio Jacopo Lami



Attaccheremo e uccideremo tutte le principali personalità militari e politiche iraniane. Gli Stati Uniti hanno la forza, la capacità e le motivazioni per farlo

Generale Michael Kurilla, principale consigliere di Donald Trump sulle questioni iraniane


Distruggerò gli Ayatollah e l' Iran fondamentalista, perché sono i peggiori nemici di Israele e sono dietro a tutte le peggiori trame contro di noi. Posso avere fatto errori ma la Storia mi ricorderà come l' uomo che ha strappato il cuore agli Ayatollah e salvato Israele.

È tutta la vita che progetto questo e lo otterrò.

Benjamin Netanyahu, primo ministro di Israele 


Devi venire da me in quanto io sono Signore di tutta l' Asia e in futuro rivolgiti a me come al re dell' Asia e dimmi dei tuoi bisogni indirizzandoti a me NON come pari ma come padrone di tutti i tuoi averi. Altrimenti ti tratterò da scellerato e ti farò fare una fine miserabile. Se metti in dubbio il mio titolo, fermati e combatti e non fuggire, poiché io andrò ovunque tu sia.

Alessandro il grande, annunciando all' ultimo re di Persia che il suo potere era finito, che anche l'impero persiano era finito e che lui , Alessandro, era il nuovo signore di tutto il Medio Oriente


Il grande giorno è arrivato, quello della sfida finale. Gli Stati Uniti e Israele hanno e continueranno ad attaccare le strutture militari dell'Iran, a dare la caccia e a uccidere le principali personalità dell'Iran, la Guida suprema Khamenei è stata una delle prime vittime del raid militare congiunto (il progetto da sempre sostenuto da Kurilla e Netanyahu), i bombardieri colpiscono in particolare i lanciatori, cioè le strutture in grado di lanciare i missili a grande distanza.

Siamo alla conclusione di una sfida continua, con durissimi colpi, che dura dal 1 febbraio 1979, da quando l' Ayatollah (alla lettera "miracoli di Dio " ) Khomeini scese da un aereo di ritorno dall'esilio a Parigi e prese il potere strappato allo Scià ("re" dall'espressione deriva anche il termine scacco matto "proprio da scià) proclamando la Repubblica Islamica. 

Da quel momento sarebbe venuto un terribile periodo di oscurantismo in Iran, una autocrazia religiosa,  che ha oppresso gli iraniani e in particolare le donne, queste ultime riportate indietro di secoli a livello di diritti. Ma, soprattutto, ha appoggiato ovunque nel mondo organizzazioni terroriste e movimenti fondamentalisti. Su tutti in Libano gli Hezbollah che sono stati per anni il più pericoloso avversario di Israele.

Ora però siamo giunti davvero alla sfida finale: gli alleati dell'Iran, i cosiddetti proxy sono ormai decimati, sfiniti e probabilmente anche rassegnati alla decadenza. L'Iran degli Ayatollah è a rischio isolamento internazionale. Di sicuro è sfinito economicamente (cattiva gestione delle risorse, profonda corruzione e sanzioni americane), non ha più capacità di convinzione sul piano della propaganda e ha contro una parte rilevante della popolazione (i servizi segreti occidentali, forse ottimisticamente, calcolano non più del sette per cento di sostenitori pro-regime). In queste condizioni è impossibile resistere a un attacco di grande dimensioni. Una delle ultime frasi del presidente americano Trump, mentre Teheran è nuovamente sotto attacco, è indicativa: "Se l'Iran colpirà duro, reagiremo con una forza mai vista prima". Gli ha replicato il capo del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Larijani: "Hanno bruciato il nostro cuore. Bruceremo i loro".

Gli americani e gli israeliani hanno lavorato per mesi a preparare lunghe liste di avversari e su ognuno è stato preparato un accuratissimo dossier. La cosa è stata enormemente facilitata dal totale discredito del regime iraniano: è molto semplice così trovare iraniani disposti a collaborare. Ma attenzione a non usare giudizi manichei per gli informatori. Le finalità potrebbero non essere quelle di Trump e Netanyahu per i quali la lista dei nemici è stata divisa in due tipi di target: "assoluti" e "probabili". Gli assoluti sono quelli da abbattere per primi, perché nemici di grande pericolosità (per fare un esempio concreto i generali più importanti fra i pasdaran e i vertici del ministero della Difesa). I cosiddetti "probabili" sono i personaggi che potrebbero sostituire un assoluto, in pratica i vice.

Khamenei ha disposto che tutte le principali cariche dei pasdaran, dei servizi segreti e dell' esercito terreste (l' aviazione e la flotta in Iran contano assai poco). Di ognuno si è cercato di individuare il rifugio in caso di guerra e secondo i calcoli della CIA si è riusciti a ricostruire con esattezza in oltre l' 85 per cento dei casi. Ora li attaccheranno sistematicamente per far crollare il regime. Naturalmente c'è da sperare che la caduta degli ayatollah non provochi una guerra civile. Però di sicuro la fine del regime sponsor del terrorismo sarà davvero una grande occasione per scenari più pacifici. Non una cosa semplice, certamente, ma dice un proverbio iraniano, " Per fare un tappeto persiano ci vogliono cinque milioni di nodi. È un grande lavoro ma la soddisfazione ne vale la pena".

Commenti


L'associazione

Montagne

Approfondisci la 

nostra storia

#laportadivetro

Posts Archive

ISCRIVITI
ALLA
NEWSLETTER

Thanks for submitting!

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

© 2022 by La Porta di Vetro

Proudly created by Steeme Comunication snc

LOGO STEEME COMUNICATION.PNG
bottom of page