Guerra Usa-Israele contro Iran, riflessioni in attesa di nuovi "scenari" sul terreno
- Michele Corrado
- 23 minuti fa
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di Michele Corrado

A qualche settimana dall’avvio delle operazioni aeree congiunte israelo-americane nei confronti dello stato iraniano è possibile fare alcune considerazioni. Pare evidente che la campagna di guerra sia stata suggerita dal governo israeliano e presentata ai vertici politico-militari americani come fattibile in termini generali e realizzabile nel dettaglio.
Vista la notoria affidabilità dell’intelligence israeliana si poteva concretizzare, in tempi molto brevi l’annientamento della minaccia iraniana nell’area medio orientale con la possibilità di un “end state” che avrebbe contemplato anche un cambio di regime all’interno dell’Iran.
Come effetto collaterale, Israele avrebbe avuto mano libera nel sud del Libano per azzerare le milizie Hezbollah al fine di rendere permanente sicuro il confine nord del paese.
Per gli americani il successo dell’Operazione Epic Fury” o “Ruggito del Leone” per l'Israele, scatenata il 28 febbraio scorso, avrebbe portato l’Iran nell’orbita occidentale ed una stabilizzazione dell’area che avrebbe consentito di indirizzare le risorse in supporto ad Israele verso altre direzioni.
Ora tutto questo è avvenuto in maniera parziale, nel senso che le capacità aeree e navali iraniane sono state pressoché distrutte, mentre quelle missilistiche non nella misura voluta.
Il regime è ancora saldo, ma impossibilitato a supportare gli attori esterni come fino a qualche settimana fa, ed il termine delle operazioni dipende da quanto gli americani vogliono ancora impegnarsi.
Un paese di grande estensione come l’Iran una volta privato delle sue capacità aeronavali rimane saldo e operativo solo verso il suo fronte interno di controllo del proprio territorio e della popolazione residente. Non può più esprimere proiezione esterna permanente di Forze. La sua residuale capacità missilistica è di disturbo non di supporto ad azioni da condursi per mezzo di assetti terrestri.
Il limite delle Operazioni condotte esclusivamente dall’aria come quelle viste fino ad oggi è quello di infliggere distruzione, ma di non controllare li terreno sul quale vengono condotte.
È per questo che gli israelo-americani stanno ammassando truppe per la condotta di Operazioni di livello strategico-operativo come quelle anfibie (marines) ed aviotrasportate (paracadutisti).
Con la condotta di raids limitati nel tempo e nello spazio contro infrastrutture fondamentali (come l'isola di Kharg), è possibile fiaccare ulteriormente le strutture politico-militari dell’Iran.
Va però ricordato che questo tipo di Operazioni comportano intrinsecamente livelli di perdite più o meno quantificabili a priori. Se non si è certi di poter governare situazioni simili è sicuramente più opportuno astenersene.













































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