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Detto in pochissime parole. Netanyahu, un uomo nato con la camicia: ora il mondo ha uno più "cattivo" di lui, Ben Gvir

Aggiornamento: 10 ore fa

di Indiscreto controcorrente


Umiliati e derisi. E lui ride, sghignazza. Si fa largo per apparire in primo piano davanti al cellulare che lo riprende. Si compiace di vedere gli attivisti italiani di Flotilla in ginocchio, presi per i capelli, strattonati, aggrediti. Vi ricorda qualcuno di un oscuro passato? Evitiamo di scivolare in paragoni storici, diventerebbe soltanto il pretesto per una scia di polemiche.

Lui, in fondo, è soltanto Ben Gvir, che vorremmo definire il classico utile idiota, che oggi Netanyahu si ritrova fortunatamente tra i piedi e in "confezione regalo" da offrire come capro espiatorio alla comunità internazionale.

La stessa che oggi strepita sul superamento della cosiddetta linea rossa, dopo avere ignorato l'indignazione, la paura, la preoccupazione, la protesta di quanti da mesi e mesi lanciano l'allarme sulle persecuzioni omicide del governo israeliano, sull'atteggiamento impunito che ne regola le azioni in ogni dove.

Ma chi le autorizza se non Netanyahu? Chi ha approvato gli assassini di massa a Gaza, almeno 70 mila vittime, che hanno sollevato la legittima domanda se non si tratti di genocidio? Chi dà il segnale di via libera alle violenze in Cisgiordania? Chi spinge formalmente il bottone di quei missili che stanno radendo al suolo villaggi e città del Libano meridionale?

Da ieri, non abbiamo davvero più dubbi: è l'uomo nato con la camicia, che in Patria come all'estero non deve rispondere dei suoi vergognosi comportamenti, perché lui sa di avere una cambiale storica in mano che agisce sulle nostre coscienze. Ma, a quell'uomo, occorre ora, e in fretta, ricordare che le cambiali hanno una scadenza e si pagano una sola volta.

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