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Dalla periferia all’episcopato, la pastorale di Papa Francesco segue don Sandro Giraudo


di Luca Rolandi


Don Alessandro Giraudo vicario generale della Diocesi di Torino da qualche mese è stato nominato ausiliare della Diocesi, rafforzando il suo rapporto con la Chiesa di San Massimo guidato da mons. Repole. Da Mirafiori, parrocchia di Santi Apostoli del quartiere che fu operaio dove è cresciuto, don Sandro ha fatto molta strada, ma sempre con la discrezione e l’umiltà del servitore, del prete che ascolta e accoglie, obbedisce ma coraggiosamente si pone come compagno di viaggio dell’umanità. Nato a Torino nel 1968, don Sandro, come lo chiamano gli amici, è un prete riflessivo, accogliente e di grande preparazione teologica e canonistica in particolare: non sono pochi studi e ricerca sul tema pubblicati in ambito scientifico e divulgativo. Moderato ma insieme coraggioso è animato da uno spirito evangelico autentico e vissuto nella quotidianità dell’opera presbiterale.

Le sue prima parole sono la cifra di uno stile “Non è facile dare voce a tutto quello che in questo momento si agita nel mio cuore”, ha esordito, “è un dono grande ed è grande la gratitudine al Signore non tanto per il cammino che si apre davanti a me e che certo mi spaventa, quanto per aver sempre constatato la sua fedeltà nelle mie infedeltà. La Sua premurosa attenzione il suo manifestarsi nei volti e nelle situazioni che hanno plasmato il mio servizio a questa amata Chiesa che è in Torino in questi anni”.

Parole di gratitudine al Papa “per la cura che questa nomina rappresenta per la chiesa” e per mons. Repole “per la fiducia manifestata in tanti anni di lavoro condiviso e ora accogliendomi come ausiliare. Non so bene cosa significhi e sono tante le cose che ho da imparare ma mi riconosco nella fraternità e comunione che saremo chiamati a viver io e te per provvedere al servizio del bene nella Chiesa in cui siamo cresciuti e dove ora siamo chiamati a essere strumento d del signore per rendere visibile la straripante bellezza del Vangelo”.

Dunque, torna un vescovo ausiliare a Torino dopo molti anni, l’ultimo è stato mons. Guido Fiandino con mons. Nosiglia, poi per molti anni parroco alla Crocetta. Si compone e si consolida in questo modo lo scacchiere organizzativo di monsignor Repole nella chiesa torinese che da maggio è guida e pastore. Formazione nell’associazionismo di base e di parrocchia fino alla vocazione e all’ordinazione sacerdotale del 12 giugno 1993 dalle mani del Cardinale arcivescovo Saldarini. Dopo sei anni di servizio pastorale come vicario parrocchiale, prima nella parrocchia Nostra Signora delle Vittorie in Moncalieri (TO) e poi nella parrocchia Santa Maria di Testona, nel 1999 è stato inviato a proseguire gli studi in Diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma, dove nel 2001 ha conseguito la licenza e nel 2006 il dottorato con specializzazione in giurisprudenza.

Dal 2002 è docente incaricato di Diritto canonico presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale – sezione parallela di Torino, di cui è attualmente il vice-direttore, e dal 2004 anche presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Torino. Sempre dal 2002 ha ricoperto gli incarichi di Difensore del vincolo e poi di Giudice e in seguito di Vicario giudiziale aggiunto presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Piemontese. Ad oggi è Giudice sia nel Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Piemontese che nel Tribunale Diocesano e Metropolitano di Torino. Dal 2002 al 2010 è stato collaboratore parrocchiale nella parrocchia Santi Apostoli in Torino, mentre dal settembre del 2010 è rettore della Basilica del Corpus Domini in Torino.

È stato membro del Consiglio Presbiterale dal 2013 al 2017. Il 30 novembre 2016 è stato nominato Cancelliere arcivescovile, direttore dell’Archivio arcivescovile, dell’Ufficio Disciplina dei sacramenti e dell’Ufficio per le confraternite. Canonico effettivo del Capitolo Metropolitano e del Capitolo della SS. Trinità – Congregazione del Corpus Domini, dal 1° settembre 2022 è stato nominato Vicario generale dell’Arcidiocesi, cessando dai precedenti incarichi presso la Curia Metropolitana Dal marzo 2017 è uno dei coordinatori del Servizio diocesano Amoris Laetitia. Oggi la nomina apostolica.


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