Cuba, Iran e il nuovo fronte della geopolitica globale
- Vito Rosiello
- 43 minuti fa
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Dalla guerra in Medio Oriente scatenata da Usa e Israele alla crisi umanitaria dell’isola: il filo che unisce due scenari e la missione solidale che parte dall’Italia
di Vito Rosiello

Martedì 17 marzo, un gruppo di volontari europei partirà dall’Italia con un carico di farmaci, attrezzature sanitarie e beni di prima necessità diretto a Cuba. L’iniziativa, organizzata da reti solidali e associazioni internazionali, vuole essere un atto concreto di solidarietà dal basso, alla vita quotidiana della popolazione cubana segnata contemporaneamente da un isolamento economico, crisi energetica, difficoltà sanitarie e il rischio di nuove emergenze epidemiologiche.
I blackout sono diventati sempre più frequenti e in alcune città l’elettricità viene razionata per diverse ore al giorno. La mancanza di carburante ha conseguenze a catena su tutta l’economia, trasporti pubblici ridotti, difficoltà nella distribuzione del cibo, rallentamento della produzione industriale, problemi nei servizi sanitari. Gli ospedali, già colpiti dalla carenza di farmaci, devono spesso affrontare anche l’instabilità dell’energia elettrica, che può compromettere il funzionamento delle apparecchiature mediche o la conservazione dei medicinali.
Ma questa missione europea non è soltanto un gesto umanitario. Arriva infatti in un momento in cui la situazione di Cuba si inserisce in un quadro geopolitico molto più ampio, che coinvolge anche il Medio Oriente e il confronto tra le grandi potenze. Uno dei fattori principali della crisi è stata la riduzione delle forniture di petrolio provenienti dal Venezuela. Per anni Caracas ha sostenuto economicamente Cuba attraverso un accordo che prevedeva l’invio di petrolio a prezzi agevolati in cambio di cooperazione medica e tecnica. La profonda crisi venezuelana l’intervento militare statunitense a Caracas e le sanzioni internazionali hanno però ridotto drasticamente questa collaborazione. Senza il petrolio venezuelano, l’isola ha iniziato a sperimentare gravi difficoltà nel mantenere il proprio sistema energetico. Il legame tra la guerra in Iran, l’intervento in Venezuela e la situazione cubana, non è diretto, ma è l’effetto domino che colpisce la rete di relazioni geopolitiche che unisce diversi paesi sottoposti alla strategia della “massima pressione” economica e militare da parte del presidente americano Trump, protagonista prepotente della sua personalissima dottrina per dominare l'intero continente americano che lui stesso ha provveduto a battezzare Donroe, con egocentrismo tutto caricaturale.
In questo contesto geopolitico, la missione umanitaria che partirà dall’Italia non può essere interpretata come un gesto simbolico isolato o come una semplice iniziativa solidale scollegata dalla politica internazionale. Né Cuba può essere derubricata come un luogo non reale, [...] "simbolo da cartolina", una reliquia identitaria da esibire".[1] Al contrario, essa si inserisce pienamente nel quadro storico e geopolitico attuale. La solidarietà internazionale verso Cuba ha radici profonde. Fin dagli anni della rivoluzione l’isola è stata al centro di reti di cooperazione politica, culturale e umanitaria che hanno coinvolto movimenti sociali, organizzazioni internazionali e società civile di molti paesi europei, oggi queste reti riemergono in una fase nuova della storia globale.
Non si tratta quindi di un’iniziativa “fuori dalla storia”, ma di un’azione che riflette pienamente le tensioni del presente: l’impatto delle sanzioni economiche, le conseguenze umanitarie dei conflitti internazionali e il ruolo crescente delle reti transnazionali di solidarietà sono un segnale politico e civile che ricorda come, accanto alle logiche militari del “ più forte” e alle strategie geopolitiche, esista un altro livello della storia internazionale: quello delle società civili, delle organizzazioni umanitarie e delle reti di cooperazione tra i popoli.
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