La Posta della Porta di Vetro. L'Europa aiuti Cuba, altro che rivoluzione fuori tempo
- La Porta di Vetro
- 15 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 16 mar

L'articolo di sabato 14 marzo, "La rivoluzione fuori tempo massimo e la storia mummificata" in https://www.laportadivetro.com/post/la-rivoluzione-fuori-tempo-e-la-storia-mummificataha ha registrato numerose reazioni che pubblichiamo.
Anche Cuba sta vivendo momenti drammatici a causa dell'embargo americano che dura da decenni, ma ora con la politica Donroe di Donald Trump la situazione è decisamente peggiorata per la popolazione alle prese con la penuria di ciba e problemi energetici. Se il viaggio della europarlamentare Ilaria Salis può essere di qualche utilità e se ne discute al Parlamento Europeo nel modo corretto e concreto può certamente essere utile! Cuba va aiutata dall'Europa senza alcun dubbio. E anche in fretta e penso che questo sia il momento migliore!
Francesco Romanin
Ieri mattina a Roma, in Consiglio FCEI (Federazione Chiese Evangeliche italiane) abbiamo approvato un progetto di sostegno alla popolazione di Cuba. Per quanto riguarda Ilaria Salis, ben fatto se è un modo per accendere i riflettori su quanto stanno subendo i cubani. Certo, eviterei nostalgie "a basso prezzo" e per fini elettorali.
Libero Ciuffreda
Nessuno sta andando a Cuba per fare la rivoluzione, ma perché gli Stati Uniti, nonostante oltre 60 anni di embargo, hanno deciso di strangolare ancora di più i cubani. Il fatto che nessuno ne parli sui media italiani non rende la cosa meno reale, né meno grave. Del resto, dopo il Venezuela, è chiaro che gli Stati Uniti stanno tornando a esercitare brutalmente il loro neocolonialismo in America latina, quindi qualsiasi azione di resistenza è più che benvenuta.
In secondo luogo trovo interessante l'accanimento contro Ilaria Salis, assurta senza far nulla a simbolo contro cui sfogare le frustrazioni, a mio avviso, del liberismo declinante.
Stefano Marengo
C'è la Cuba di cui parla l'autore dell'articolo ma, a riportarla all'attualità, sarà molto presto Trump... Anche se non ho gran simpatia per Ilaria Salis, in questa chiave potrebbe essere un viaggio interessante.
Gian Paolo Masone
Nell'articolo su Cuba, Ilaria Salis viene accusata di propaganda, ma specularmente anche lo stesso articolo mi appare propaganda, peraltro senza una sola citazione della diretta interessata sulla natura del suo viaggio. Il rischio, pur concedendo all'autore la massima onestà intellettuale, è quello di precipitare nel tunnel del pregiudizio che precede la presunzione di conoscere la verità, come ve ne fosse una sola. E lascio a chi legge il ringraziamento per il senso di fratellanza che con i loro sacrifici e abnegazione hanno fatto i medici cubani in Italia nel periodo Covid e post Covid.
Guido Tallone
Concordo sulla lettura di Alberto Scafella. Le contraddizioni imperialistiche risiedono altrove. Ma è anche vero che la fine dell'esperienza cubana, nel caso avvenisse, sarebbe parte di una più generale espansione dell'imperialismo a stelle e strisce, quello stesso che agisce su altri scenari globali.
Igor Piotto
Il gesto di Ilaria Salis rappresenta un segnale di solidarietà concreta che va ben oltre la semplice testimonianza politica. Portare aiuti umanitari a Cuba in un momento di estrema difficoltà per l'isola non è solo un atto di generosità, ma una scelta che riaccende finalmente i riflettori su una crisi troppo spesso ignorata dai grandi circuiti mediatici. È un'iniziativa che si inserisce in un solco di cooperazione internazionale necessario per contrastare gli effetti devastanti di decenni di restrizioni, ricordandoci che il sostegno materiale e la presenza fisica di esponenti delle istituzioni possono fungere da scudo diplomatico e da megafono per le istanze di un popolo resiliente.
È tuttavia doveroso guardare con occhio critico al ruolo dell'Occidente in questa vicenda. Per oltre sessant'anni, la comunità internazionale ha trattato Cuba con un'ipocrisia disarmante, limitandosi a utilizzarla come una meta privilegiata per il turismo di massa e godendo delle sue bellezze senza mai farsi carico delle sofferenze strutturali del paese. Si è preferito osservare l'isola come un lontano laboratorio di resistenza invece di mettere seriamente in discussione un embargo anacronistico e disumano.
L'embargo, voluto e mantenuto ostinatamente dagli Stati Uniti, ha strangolato sistematicamente il popolo cubano, privandolo del diritto fondamentale allo sviluppo e alla salute. È inaccettabile che ancora oggi si permetta a una singola potenza di imporre sanzioni unilaterali che finiscono per soffocare l'intera umanità, limitando la libertà di commercio e calpestando la dignità dei popoli. L'Italia e l'Europa hanno il dovere morale di smarcarsi definitivamente da questa linea e di pretendere la fine di un blocco che rappresenta, a tutti gli effetti, un crimine contro la stabilità globale.
Nicola Rossiello













































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