Viaggio nell'Italia insolita e misteriosa
- Ivano Barbiero
- 2 ago 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Oltre 500mila figurine dal mondo. Un viaggio tra storia e fantasia
di Ivano Barbiero

Dalla Lunigiana a Modena: per questo ultimo viaggio con cui si congeda per la pausa estiva, il cambio di ritmo delle suggestioni che ci propone Ivano Barbiero è davvero notevole. E non per la distanza in chilometri, ovviamente, ma per il salto temporale che intercorre tra le straordinarie statue di pietra della Lunigiana e le porte che si spalancano di un museo ineguagliabile: quello delle figurine. Centinaia di migliaia, ognuno delle quali spinge il nostro viaggiatore e, ne siamo certi, anche chi leggerà, ricordi ed emozioni di due secoli, l'Ottocento e il Novecento.
"Viaggio nell'Italia insolita e misteriosa" riprenderà le sue pubblicazioni sabato 6 settembre.
Il Museo della Figurina Panini di Modena è un luogo dove storia, arte e cultura popolare si intrecciano, offrendo una prospettiva unica sul mondo di queste carte e cartine colorate e sul loro impatto nella società. Conosciuto anche come “Il museo delle meraviglie”, si trova nella suggestiva sede di Palazzo Santa Margherita e che dal 2017 fa parte di Fondazione Modena Arti Visive. Un edificio storico nel centro cittadino che aggiunge un tocco di fascino all'esperienza di visita di questa raccolta straordinaria composta da più di mezzo milione di pezzi, tra figurine, carte collezionabili, album, e materiali pubblicitari. La collezione spazia dalle figurine ottocentesche alle moderne carte dei calciatori, passando per temi come la storia, la scienza, lo sport e la cultura pop. Superfluo aggiungere che la prima “figu” che ho cercato è stata quella del portiere Pizzaballa, allora all’Atalanta, che ebbe una tiratura realmente molto ridotta, diventando il simbolo delle figurine “introvabili”.

Pizzaballa stesso ironizzò sul fatto che “era più facile incontrarlo allo stadio che trovarlo nell’album”.
Identico discorso, in fatto di rarità, per il mitico Feroce Saladino, apparso in una raccolta Panini diversa da quelle calcistiche. Una figurina promozionale del 1937, che faceva parte della collezione “I Quattro Moschettieri”, legata a un concorso a premi organizzato da Perugina-Buitoni e illustrata da Angelo Bioletto. Una produzione limitata per un concorso e un errore distributivo fece sì che in Italia non arrivò affatto. Per fare un raffronto, le figurine più rare della serie Calciatori, come Pizzaballa, vengono aggiudicate tra i 200 e i 600 euro mentre quella del Saladino ha quotazioni superiori.
Come si può intuire, questo è un luogo dove gli appassionati possono passare delle ore a guardare, leggere, ammirare, sognare. Tutto è nato dalla appassionata opera collezionistica di Giuseppe Panini, fondatore nel 1961 dell’omonima azienda assieme ai fratelli Benito, Franco Cosimo e Umberto. Nel corso degli anni Giuseppe ha raccolto centinaia di migliaia di stampe a colori che nel tempo sono andate a costituire questo straordinario museo all’interno dell’azienda nel 1986. Quindi, nel 1992, la decisione di donare il Museo al Comune di Modena, città ritenuta sua sede ideale in quanto capitale mondiale della figurina moderna.
Oltre alle figurine, il museo esplora la cultura popolare e la storia della comunicazione visiva, mostrando come
le figurine abbiano influenzato la società e il modo di collezionare e scambiare oggetti. Il museo è anche noto per il suo approccio innovativo e interattivo. I visitatori possono esplorare la collezione attraverso schermi touch, proiezioni e installazioni multimediali, rendendo l'esperienza coinvolgente e adatta a tutte le età. Tra i pezzi più curiosi ci sono le figurine antiche, come quelle prodotte nel XIX secolo, che spesso avevano scopi educativi o propagandistici.

Ci sono anche rare immaginette pubblicitarie e quelle legate a eventi storici, come le guerre mondiali. Tra i pezzi più strani le vignette che ritraggono personaggi bizzarri, animali mitologici o eventi insoliti; miniature che riflettono l'immaginario collettivo di epoche passate. Non è tutto: la raccolta unisce anche materiali affini per tecnica e funzione: piccole stampe antiche, scatole di fiammiferi, bolli chiudilettera, carta moneta, menu, calendarietti, album pubblicati dalle ditte per raccogliere le serie o creati per passatempo dai collezionisti seguendo il proprio gusto e la propria fantasia.

Dopo aver attraversato un suggestivo “tunnel delle meraviglie” il visitatore accede alla sala espositiva, allestita con sei “armadi” espositori, concepiti come grandi album da sfogliare, grazie agli otto sportelli laterali estraibili. Ad ogni armadio corrisponde un tema specifico correlato agli altri, ma in sé completo, scandito da stampe e oggetti originali; il visitatore può trovare così un inedito punto di vista sulla storia e il costume degli ultimi 150 anni.
Si parte da “Gli antecedenti”: la ricorrenza di tempi iconografici dalle stampe antiche alla figurina contemporanea per passare a “La cromolitografia”: ovvero dall’invenzione di questo procedimento di stampa al bozzetto e alla figurina. Si prosegue con “La nascita e la diffusione”: dall’esordio francese della figurina nella seconda metà dell’Ottocento sino all’avventura italiana dei concorsi a premio negli anni Trenta del XX secolo.

C’è poi il capitolo “Liebig” (o più correttamente cromolitografie Liebig), la collezione storica più famosa a livello mondiale. Nate nel 1872, come promozione pubblicitaria del famoso estratto di carne, queste tessere illustrate venivano distribuite ai clienti come omaggio dentro le confezioni o nei negozi con l’idea di fidelizzare il consumatore. Sono considerate le prime figurine pubblicitarie a diffusione globale. Nel tempo divennero oggetti da collezione ricercatissimi e nacque un vero e proprio mercato di scambio.
Altrettanto intrigante il tema “Non solo figurine”, ovvero cigarette card, calendarietti, bolli chiudilettera, menu, segnaposto, etichette d’albergo, scatole di fiammiferi, biglietti da visita ed altre collezioni minori. Difficile per noi, abituati ad essere circondati da una grande quantità di immagini di tutti i tipi, riuscire a comprendere che cosa potesse significare in termini emotivi per l’uomo dell’Ottocento la possibilità di tenere tra le mani e conservare un gran numero di immagini a colori. Si aprivano nuove possibilità di conoscenza e di creazione di mondi fantastici. Le piccole immagini a colori consentivano di visitare paesi lontani, conoscere animali e piante mai visti, riflettere sugli avvenimenti del tempo o semplicemente divertirsi. In poche parole, aprivano la strada alla meraviglia.

Ricordo ancora la prima volta che vidi un calendarietto da barbiere, seminascosto su uno scaffale, intuendo che contenesse immagini per noi bambini proibite. Questo libriccino “peccaminoso” con la copertina verde scuro trasparente e un nastrino amaranto con un vistoso pompon. venne dato a mio padre come omaggio dopo il taglio di capelli. Ma ciò che mi colpì innanzi tutto fu il suo profumo penetrante. Inutile dire che il giorno dopo partì la mia caccia al tesoro in tutta la casa per scoprire l’esatto contenuto di quel calendarietto. Ma non ci fu verso di trovarlo. Solo anni più tardi toccò a me la stessa inizializzazione ma con un altro barbiere e con le immagini che si erano fatte oltre modo spinte. Penso di averlo conservato sino al primo cambio di alloggio, quando per quale misterioso arcano, molta roba si perde e dissolve durante il trasloco.

L’ultimo capitolo del museo Panini, “La figurina moderna”, affonda le radici nelle immagini sportive e negli album del secondo dopoguerra. Dopo la Seconda Guerra Mondiale che ha spaccato il Novecento in due tronconi è stato lo sport a fungere da collante con le imprese straordinarie di Coppi e Bartali nel ciclismo, la leggendaria avventura del Grande Torino nel calcio, le vittorie italiane alle Olimpiadi di Londra del 1948. Miti ed eroi anche dell’immaginario collettivo che hanno restituito agli italiani la voglia di sognare e l’entusiasmo, dando loro nuovi simboli nei quali riconoscersi. Ed è stato proprio lo sport a dare lo slancio alle iniziative di piccole ma vivacissime case editrici; sfoderando creatività e sperimentando nuove formule che in pochi anni hanno condotto la figurina al rango di filone editoriale a sé stante.
Da alcuni lettori, ho ricevuto l'invito ad allargare il raggio del racconto ai luoghi caratteristici, dai negozi ai ristoranti, che non sono certo secondari in un viaggio. Così a Modena, per esempio, ho pranzato al ristorante Da Danilo (ex Belvedere), in via Coltellini 31, centro storico. Menù scelto: tagliatelle fatte a mano (tirate al mattarello) invece di un invitante piatto di tortellini in brodo di cappone e poi un filetto all’aceto balsamico e una zuppa inglese come dessert, tutto di alta qualità culinaria e in un’atmosfera accogliente.
Ho comprato l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena alla Consorteria in piazza Mazzini 9. Prima dell’acquisto vi viene proposto l’assaggio dei migliori produttori (piccole acetaie familiari) dopo di che si è pronti per l’acquisto, sia dell’affinato (minimo12 anni) sia dell’extra vecchio (25 anni e più) con bollini colorati di riconoscimento e sigilli ufficiali.
Al mercato coperto Albinelli, nel centro cittadino, ho acquistato Da Marisa i tortellini di Modena, piccolissimi scrigni ripieni di carne (lonza, prosciutto crudo mortadella, Parmigiano Reggiano) preparati tutti i giorni a mano dalle rezdore.
Come non gustare anche un dolce? Il Bensone di origini millenarie (scritto anche Balsone o Bassolano in dialetto), una ciambella rustica spesso intinta nel Lambrusco a fine pasto o farcita di marmellata. Questo dolce si trova in molte panetterie e pasticcerie. Su consiglio si è scelto l’Antica Pasticceria San Biagio, in via Emilia Centro 77, optando per due varietà e con una spesa tra i 7 e i 12 euro.
Infine, come ricordo o souvenir non poteva mancare il cappellino rosso fuoco della Ferrari con tanto di cavallino rampante nero al gift shop cittadino del Museo Enzo Ferrari. Tra caschi, volanti e componenti originali da collezione era quel che le mie tasche potevano permettersi a fine giornata.











































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