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Un premio letterario "junior" in ricordo di Gianfranco Bianco

Aggiornamento: 31 mag


Un premio letterario in memoria di Gianfranco Bianco, per ricordare la bravura e la passione per il mestiere di un borgarino doc. Il giornalista della sede Rai del Tgr Piemonte, scomparso il 28 giugno del 2016 dopo aver lottato con tutte le sue forze contro una malattia maligna, rimane nel cuore dei suoi concittadini di Borgo San Dalmazzo, l'antica Pedone ai piedi della Valle Stura, poco meno di dieci chilometri dal capoluogo Cuneo. A Borgo, il giornalista aveva trascorso l'adolescenza prima di trasferirsi per motivi famigliari a Fossano, l'altro luogo da cui non si sarebbe mai staccato emotivamente per tutta la sua vita. A Borgo vi era ritornato anche in punta di penna con il suo libro Ai tre galli e... dintorni: cronache e personaggi di una stagione borgarina, per i tipi Martini nel 1996, mentre di Fossano e anche delle sue battaglie politiche, rimanevano gli articoli sul giornale diocesano «La Fedeltà», diretto da suo zio don Giorgio, apripista di una carriera che lo aveva portato prima a diventare corrispondente per la «Gazzetta del Popolo» e, dopo la chiusura dello storico quotidiano, giornalista televisivo a Torino, nella sede Rai di via Verdi 16.


La premiazione oggi alle 18 a Borgo San Dalmazzo

Così a quel volto e a quella voce, che più di altri hanno saputo incarnare lo spirito di un territorio, che l'Amministrazione comunale di Borgo San Dalmazzo ha voluto dedicare il "Premio Gianfranco Bianco - Giornalista Junior" riservato alle studentesse e agli studenti del locale Istituto Comprensivo “S. Grandis”, con il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, la cui premiazione avviene oggi oggi, venerdì 31 maggio, alle 18 nel salone della Biblioteca Civica "Anna Frank". Tra i partecipanti, la nipote Ivana Lovera, e gli amici di sempre, da Carlo Morra a Marco Bertolino.

Dunque, la memoria al servizio del futuro delle nuove generazioni, perché, come hanno scritto la sindaca Roberta Robbione e l’assessora alla Cultura Michela Galvagno di Borgo, è attraverso il ricordo di un grande giornalista borgarino che "confidiamo che le nostre ragazze e i nostri ragazzi siano ispirati da questa opportunità per avvicinarsi al mondo del giornalismo moderno”.


Gli anni Sessanta a scuola...

E la "prova letteraria" ha preso le mosse proprio dai ricordi scolastici di Gianfranco Bianco: “In piedi quando entra il professore o il preside, per i saluti. Incarichi a turno per pulire la lavagna. Mai prendere la parola senza essere autorizzati, bensì alzare la mano ed aspettare l’assenso del professore…"[1]

Dunque una trasposizione dal passato al presente con tutte le implicazioni sui vissuti attuali in un mondo completamente diverso da quello a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta (Bianco era nato nel marzo del 1952), che è passata al vaglio di una giuria composta delle giornaliste Cristina Mazzariello (TargatoCN), Micol Maccario (collabora con CuneoDice e con il quotidiano DOMANI), Teresita Soracco (La Bisalta) e dai giornalisti  Piergiorgio Berrone (La Guida), Andrea Dalmasso (CuneoDice).



Note

[1] Un cronista sopra le nuvole, a cura di Carlo Morra, Tec Edizioni, 2017


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