TACCUINO MEDIORIENTALE. Libano: Hezbollah e Israele ignorano la tregua
- La Porta di Vetro
- 15 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min

Il cessate il fuoco in Libano annunciato a Washington il 17 aprile scorso, prorogato fino al 17 maggio, si rivela di giorno in giorno una farsa tragica. Israele e Hezbollah continuano a guerreggiare. E nel mezzo continua a scorrere il sangue della popolazione civile. Oggi almeno otto morti, recita il bollettino di guerra.[1] Qualcuno in più, secondo altre fonti. L'una e l'altra parte hanno come giustificazione l'inconsistenza del governo libanese. A quasi un anno e mezzo dalla sua elezione, le quotazioni del presidente Joseph Aoun sono in ribasso. I suoi critici interni lo accusano di non essere riuscito nella promessa di disarmare la milizia sciita, né di conquistare un ruolo autorevole nel processo di pace con Israele. E in assenza di disarmo di Hezbollah, Israele esercita il suo diritto all'autodifesa. In ultimo, come scrivono i media libanesi, e di non aver fatto abbastanza per promuovere le riforme economiche in un paese in crisi da sette anni.
Dal 2 marzo, quando Hezbollah ha ripreso il bombardamento contro le città israeliane, scatenando la reazione di Netanyahu, il bilancio per il Libano è drammatico e devastante: venerdì scorso, il Centro Operativo d'Emergenza del Ministero della Salute Pubblica del Libano ha riferito che nelle ostilità sono morte 2.618 persone e 8.094 risultano ferite.[2] Numeri che paradossalmente sono usati dal capo di Hezbollah Naim Qassem, per svalutare i negoziati tra le autorità libanesi e Israele. In una recente dichiarazione, Sheikh Qassem ha affermato che il gruppo di resistenza non tornerà all'era precedente il 2 marzo e proseguirà con la sua resistenza difensiva per proteggere il Libano e il suo popolo: "Qualunque sia la portata delle minacce, non ci ritireremo né ci arrenderemo, e non saremo sconfitti". Una frase che infiammerà anche il fanatismo o l'orgoglio di Hezbollah, a secondo dei punti di vista, ma il cui costo umano ricade interamente o quasi sul popolo libanese.[3]
Le ultime vittime si registrano a Nabatiyeh, grande città nel sud del Libano a nord del fiume Litani, e nella sua regione, su cui l'esercito israeliano ha scaricato la potenza dei suoi droni, dopo avere chiesto alla popolazione di evacuare nove villaggi nell'area circostante. In un messaggio su X, il portavoce arabo dell'esercito israeliano Avichay Adraee aveva invitato i residenti di Qaaqaiyet el-Jisr, Adchit el-Shkif, Jebchit, Ebba, Kfarjoz, Harouf, Doueir, Deir el-Zahrani e Habbouche a allontanarsi almeno un chilometro da queste località prima di attacchi rivolti a "Hezbollah". In precedenza però, nuovi bombardamenti su Habbouche avevano provocato sei morti.
Scrive ancora L'Oriente-Le Jour che "tra gli attacchi notturni israeliani, si segnalano colpi di mitragliatrice provenienti da un elicottero israeliano che sorvolava Deir Seriane, un raid aereo su Tulin, nel distretto di Marjeyoun, un altro vicino a Sriré, nel distretto di Jezzine, bombardamenti di artiglieria su Kafra e Yater, Bint Jbeil e Khiam. Secondo il conteggio del corrispondente del quotidiano, gli attacchi israeliani di venerdì hanno provocato almeno 24 morti.
Intanto, come rivela il Daily Star nella sua edizione on line, la guerra elettronica tra Hezbollah e Israele è una corsa verso nuove frontiere. Non a caso Tel Aviv, afferma il quotidiano libanese, si sta preparando ad espandere i suoi attacchi militari per colpire la rete di droni di Hezbollah, inclusi possibili attacchi nelle profondità di Beirut. La mossa arriva dopo che il gruppo ha introdotto un nuovo tipo di drone difficile da rilevare e fermare. Spiega Daily Star: "Hezbollah ha iniziato a utilizzare droni a fibra ottica, un'arma che evita la rilevazione elettronica. A differenza dei droni standard, questi sono controllati tramite un cavo sottile invece che tramite segnali radio o GPS, rendendoli immuni ai disturbi. I droni sono piccoli, volano bassi e difficili da tracciare, hanno bassi costi e alto impatto, poiché non sono facilmente contrastabili dai sistemi tradizionali di difesa aerea". "Volano molto bassi e molto veloci, e sono molto piccoli, è molto difficile individuarli", ha detto un ex funzionario israeliano della difesa aerea. Recenti attacchi con questa tecnologia hanno ucciso un soldato israeliano e ferito diversi altri, suscitando preoccupazione all'interno delle forze armate israeliane". Di qui, la decisione di distruggere i siti di produzione e approvvigionamento.[4]
La guerra che non dovrebbe esistere in ragione di una tregua annunciata due settimane fa, sta destando preoccupazione a Pechino. L'ambasciatore dicinese presso le Nazioni Unite, Fu Cong, ha chiesto esplicitamente al Consiglio di Sicurezza dell'ONU di annullare la partenza dei caschi blu UNIFIL dal Libano, missione che ha subisce negli ultimi mesi un crescendo di morti e feriti. Fu Cong ha aggiunto che il suo Paese sta aspettando un rapporto dal segretariato ONU, previsto per giugno, "prima di prendere posizione", aggiungendo che allo stato attuale delle cose Israele ha il dovere di fermare i bombardamenti sul Libano.
Note













































Commenti