In memoria dei martiri di Collegno e di Grugliasco: la strage del 30 aprile 1945
- La Porta di Vetro
- 30 apr
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In serata la commemorazione con il presidente dell'Anpi Nazionale Gianfranco Pagliaruolo nel ricordo delle 68 persone uccise dai tedeschi in ritirata.

"[...] Come se non bastasse, le colonne tedesche in ritirata che han contornato la città hanno commesso ogni sorta di orrori. Beinasco, Grugliasco, Collegno, Venaria, Cirié, Robassomero, Chivasso e tanti altri piccoli paesi hanno pagato un ultimo tragico scotto alla barbarie scatenata da tedeschi". Così scriveva nel suo Diario 1942-1945 l'industriale torinese Carlo Chevallard il 6 maggio 1945, "la prima settimana di libertà". Grugliasco e Collegno sono citate seguendo un ordine geografico, da ovest a est, il percorso che compiono i nazisti nella loro demoniaca ritirata.
Ed è una sorta di demonio il generale tedesco Hans Schlemmer che all'alba del 27 aprile dispone di 12 mila uomini e mezzi corazzati con cui minaccia di trasformare Torino in una "seconda Varsavia" se i partigiani che non permettono ai suoi reparti di andarsene. Forse bleffa, forse no, ma gli è chiaro che vuole sopravvivere e se deve cedere alla voglia di sangue delle sue truppe per ritornare in Germania, gli scrupoli sono banditi. Il cinismo criminale precede così l'eccidio che tra il 29 e il 30 aprile vede 68 persone, partigiani e civili di Grugliasco e Collegno, passate per le armi.












































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