Primo Maggio per un "lavoro dignitoso" che non è un lusso, ma la "condizione di un futuro possibile"
- La Porta di Vetro
- 13 ore fa
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"Quindicimila persone", secondo l'organizzazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil, del corteo del I maggio, hanno celebrato a Torino la Festa dei lavoratori nella giornata di rivendicazione da parte dei sindacati di un lavoro dignitoso che non è un lusso, ma la condizione d un futuro possibile" e nel rifiuto della precarietà e nella difesa della sicurezza professionale.
Su un percorso modificato rispetto alla tradizione, che ha attraversato via Po verso piazza Castello, partendo dall'angolo tra corso Vittorio Emanuele e corso Cairoli, il corteo ha corrisposto nei più spezzoni e distanziamenti in cui è stato frazionato, il desiderio di evitare incidenti nel contatto con i gruppi autonomi.
Così in piazza Castello, luogo del comizio aperto dall'intervento del sindaco di Torino Stefano Lo Russo cui è seguito quello ufficiale a nome delle confederazioni sindacali del segretario generale della Cisl Giuseppe Filippone, il colpo d'occhio era ancora modesto, con gran parte delle persone ferme in via Po, mentre lo spazio si riempiva molto lentamente, occupato dall'Anpi torinese e dai soci delle antiche Società di Mutuo soccorso e dalle prime bandiere sindacali.
Dietro i partiti, dal Pd a Avs, al Movimento Cinque stelle, in via Po ha stazionato il gruppo numeroso dei militanti dei centri sociali e di Askatasuna che ha scandito slogan pro Palestina e contro la guerra cercata e ricercata dai "padroni del mondo".



















































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