TACCUINO MEDIORIENTALE. I tanti "vincitori" della pace tra Usa e Iran
- La Porta di Vetro
- 11 ore fa
- Tempo di lettura: 6 min

I 14 punti del memorandum d'intesa di Islamabad firmato a distanza da Usa e Iran sono stati pubblicati on line dall'agenzia di stampa nazionale iraniana IRNA. Insieme con il testo,[1] che sarà ratificato domani, venerdì 19 giugno, l'agenzia pubblica anche la dichiarazione in un post su X del Presidente Masoud Pezeshkian d'apprezzamento del ruolo svolto dal Leader della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei, nell'includere clausole a tutela degli interessi nazionali. Aggiunge Pezeshkian: dopo intense discussioni, la stragrande maggioranza dei membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha sostenuto il testo del memorandum d'intesa affinché la vera determinazione americana a rispettare i diritti del popolo iraniano potesse essere messa alla prova nella pratica. Fine della guerra, è la vulgata che circola ovviamente in Iran, imposta dagli Stati Uniti e dal regime sionista contro la Repubblica Islamica.
Chi esce realmente vincitore da questo assurdo conflitto, che ha provocato enormi distruzioni nell'area mediorientale e una profonda destabilizzazione economica in Occidente? L'elenco è lungo e corto allo stesso tempo.
In cima, ci sono le industrie delle armi. Dall'inizio del conflitto armato tra Ucraina e Russia a quello ultima tra Usa e Israele contro Iran, l'economia di guerra non hanno mai smesso di sommare profitti stellari, mentre l'opinione pubblica internazionale veniva sottoposta a un pervasivo lavaggio del cervello sulla necessità di armarsi fino ai denti. Sul momentaneo stop nessuna preoccupazione per i bilanci futuri: adesso è l'ora di ricostituire le scorte degli arsenali.
Il secondo vincitore è il premier d'Israele Benjamin Netanyahu che dal 7 ottobre 2023 ha avuto mano libera nell'imporre ferocemente la sua legge, quella del taglione elevata all'ennesima potenza. Manu militari con cui ha devastato la Striscia di Gaza e ucciso oltre 70 mila palestinesi; invaso e bombardato il Libano, perseguitato con l'esercito e i coloni i palestinesi di Cisgiordania; eliminato decine e decine di giornalisti, rei di seguire le violenze e denunciare le violenze dell'esercito israeliano; gettato in galera, torturato e picchiato chiunque osasse contestare il suo governo, militanti delle organizzazione umanitarie compresi; infine, ordinato all'Occidente di fare silenzio, pena l'accusa di antisemitismo.
Il terzo vincitore è l'Iran degli ayatollah che esce fortificato dalla prova di forza con l'esercito più forte del mondo, parole del presidente Trump. Una ritrovata "credibilità" internazionale con cui potrà ora piegare a proprio piacimento l'opposizione interna e denigrare quella all'esterna. Inoltre riceverà dagli Stati Uniti varie prebende e lo scongelamento dei fondi iraniani all'estero. Un bilancio più che positivo per chi aveva il fiato sul collo del regime change, il cambio di regime accarezzato dalla Casa Bianca con la stessa facilità e rapidità con cui era stato ottenuto (insieme con il petrolio) in Venezuela.
Il quarto vincitore è quello più atteso, Donald Trump, l'uomo delle certezze così granitiche che cambia idea più volte al giorno, dalla colazione del mattino ai pasti serali, coltivando anche qualche variazione tra uno spuntino e l'altro e la merenda del pomeriggio. E che continua a vivere, incurante dei disastri che provoca nel suo mondo parallelo, nella convinzione che ogni incontro sia un successo, ogni accordo sia meraviglioso, ogni sua parola sia seguita da applausi scroscianti e che qualunque critica a lui rivolta sia antipatriottica, bugiarda e cattiva. Naturalmente, senza tralasciare i propri affari e quelli di famiglia.
Dietro i 14 punti del Memorandum e i vincitori ci sono anche gli sconfitti, cioè una parte consistente dell'umanità costretta ad assecondare le ambizioni di chi non ha ritegno a gettare decine di migliaia di morti per sedersi al tavolo della pace.
Note
Memorandum d'Intesa di Islamabad tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran
Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran e i loro alleati nella guerra attuale, firmando questo MoU, dichiarano la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano, e si impegnano d'ora in poi a non avviare alcuna guerra o operazione militare l'uno contro l'altro, e ad astenersi dalla minaccia o dall'uso della forza reciproca, e garantire l'integrità territoriale e la sovranità del Libano. L'accordo finale confermerà la cessazione permanente della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano, e altre disposizioni di questo paragrafo.
Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran si impegnano a rispettare la sovranità e l'integrità territoriale reciproche e a astenersi dall'interferire negli affari interni dell'altro.
Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran si impegnano a negoziare e raggiungere l'accordo finale in un massimo di 60 giorni, prorogabili con consenso reciproco.
Immediatamente dopo la firma di questo MoU, gli Stati Uniti d'America inizieranno la rimozione del loro blocco navale e di eventuali disturbi o impedimenti contro la Repubblica Islamica dell'Iran, e porranno fine al blocco navale entro 30 giorni. Durante questo periodo, il traffico delle navi sarà proporzionale al numero di traffici pre-bellici ripristinati dalla Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano inoltre a rimuovere le proprie forze dalla vicinanza della Repubblica Islamica dell'Iran entro 30 giorni dall'accordo finale.
Al momento della firma di questo MoU, la Repubblica Islamica dell'Iran prenderà i suoi migliori sforzi per il passaggio sicuro di navi commerciali senza costi per soli 60 giorni dal Golfo Persico al Mar di Oman e viceversa. Il traffico di navi commerciali inizierà immediatamente e, considerando la necessità di rimuovere gli ostacoli tecnici e militari e di sminare da parte della Repubblica Islamica d'Iran, sarà istituito entro 30 giorni. La Repubblica Islamica dell'Iran condurrà un dialogo con il Sultanato dell'Oman per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz, in discussione con altri stati litorali del Golfo Persico in conformità con il diritto internazionale applicabile e i diritti sovrani degli stati costieri dello Stretto di Hormuz.
Gli Stati Uniti d'America si impegnano con i partner regionali a sviluppare un piano definitivo e concordato reciprocamente con almeno 300 miliardi di dollari per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell'Iran. Il meccanismo per l'attuazione di questo piano sarà finalizzato come parte di un accordo finale entro 60 giorni. Tutte le licenze, le deroghe e i permessi necessari per le relative transazioni finanziarie saranno concessi dagli Stati Uniti d'America.
Gli Stati Uniti d'America si impegnano a porre fine a tutti i tipi di sanzioni contro la Repubblica Islamica dell'Iran, comprese le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, cioè le risoluzioni del Consiglio dei Governatori dell'AIEA e tutte le sanzioni unilaterali degli Stati Uniti, primarie e secondarie, in un calendario concordato come parte dell'accordo finale. La Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti d'America riconoscono l'importanza critica della questione della revoca delle sanzioni sopra menzionata e hanno espresso l'intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati, al fine di raggiungere un accordo reciproco su di esse.
La Repubblica Islamica dell'Iran riafferma che non deve acquisire né sviluppare armi nucleari. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran hanno concordato di risolvere la cessione del materiale arricchito stoccato, in base a un meccanismo che sarà concordato di mutuo accordo in conformità con il calendario menzionato nel Paragrafo Sette, con la metodologia minima da considerare per il downblending in loco sotto la supervisione dell'AIEA. Le due parti hanno inoltre concordato di discutere la questione dell'arricchimento e di altre questioni concordate reciprocamente relative alle esigenze nucleari della Repubblica Islamica dell'Iran, sulla base di un quadro soddisfacente concordato nell'accordo finale. L'accordo finale confermerà le disposizioni di questo paragrafo. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran riconoscono l'importanza critica delle questioni nucleari sopra menzionate ed esprimono l'intenzione di affrontare immediatamente tali questioni nei negoziati per raggiungere un accordo reciproco su di esse.
In attesa dell'accordo finale, gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concordano di mantenere lo status quo. La Repubblica Islamica dell'Iran manterrà lo status quo attuale del suo programma nucleare, e gli Stati Uniti d'America non imporranno nuove sanzioni né schiereranno forze aggiuntive nella regione.
Gli Stati Uniti d'America si impegnano che, immediatamente dopo la firma di questo MoU, fino alla fine delle sanzioni, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti emetterà deroghe per l'esportazione di petrolio greggio iraniano, prodotti petroliferi e derivati, e tutti i servizi associati, inclusi transazioni bancarie, assicurazioni, trasporti, ecc.
Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rendere pienamente disponibili all'uso i fondi e i beni congelati o limitati della Repubblica Islamica dell'Iran al momento dell'attuazione di questo MoU. Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concorderanno reciprocamente le procedure relative al rilascio di questi fondi durante i negoziati. Tali fondi, trattenuti nel conto originale o trasferiti, saranno resi pienamente utilizzabili per il pagamento a qualsiasi beneficiario finale designato dalla Banca Centrale della Repubblica Islamica dell'Iran. Gli Stati Uniti d'America si impegnano a rilasciare tutte le licenze e autorizzazioni necessarie di conseguenza.
Gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran concordano che verrà istituito un meccanismo esecutivo per monitorare il successo dell'attuazione di questo MoU e il futuro rispetto dell'accordo finale.
Dopo la firma di questo MoU e soggetta all'inizio dell'attuazione dei paragrafi 1, 4, 5, 10 e 11 di questo MoU e alla continua attuazione di tali misure, gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran inizieranno le trattative riguardanti l'accordo finale esclusivamente sugli altri paragrafi.
L'accordo finale sarà approvato da una risoluzione vincolante [del Consiglio di Sicurezza dell'ONU].







































Commenti