Libertà per Dina e gli attivisti del Global Sumud Land Convoy incarcerati in Libia
- La Porta di Vetro
- 1 giorno fa
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Presa di posizione del Consiglio comunale di Torino

Con 23 voti a favore e quattro astensioni (una parte dell'opposizione di centro destra non ha partecipato al voto) è stato approvato dal Consiglio comunale di Torino un Ordine del giorno per la liberazione di Dina Alberizia, l'attivista torinese del Global Sumud Land Convoy, fermata ed arrestata dalla polizia libica e di cui non si hanno più notizie da domenica 24 maggio.
Leonarda Alberizia, per gli amici Dina, educatrice nel Nido di piazza Cavour, era partita alla volta della Striscia di Gaza, attraverso la Libia, superare il check point di Sirte e proseguire verso l'Egitto fino al valico di Rafah, insieme con altre altri attivisti per portare viveri di prima necessità alla popolazione stremata dall'occupazione e oppressione dello Stato di Israele. Un gesto di solidarietà e di umanità verso il popolo palestinese frustrato dall'intervento delle autorità libiche quotidianamente in concorso per l'Oscar della disumanità, corruzione e violenza, cui non è estraneo anche il nostro Paese per il "contributo" offerto alla fuga del generale Almasri, ex capo della polizia giudiziaria del paese, accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Domani alle 18 in piazza Castello a Torino, dopo la fiaccolata del 29 maggio scorso nei giardini Cavour, riprende mobilitazione per chiedere la liberazione di tutti gli attivisti italiani, medici, operatori umanitari, giornalisti, registi, la cui sorte pare essere entrata nel più classico dei buchi neri, affidata a rimbalzi di informazioni prive di riscontri ufficiali, come l'ultima, secondo cui la loro detenzione sarebbe stata prorogata di altri 30 giorni senza notifica alle famiglie, senza comunicazione ai legali, senza documentazione ufficiale. E priva anche di una nota della Farnesina sulle condizioni dei nostri connazionali.
"La solidarietà non è un crimine. Il silenzio e l'immobilità, sì," scrive Global Sumud Italia, che sarà rappresentata domani in piazza da Maria Elena Delia, portavoce nazionale dell'associazione umanitaria.













































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