top of page

Netanyahu, tentativi (maldestri) di cadere sempre in piedi a dispetto della realtà

di Menandro


Knesset, Parlamento israeliano, in Wikipedia @צילום: איציק אדרי
Knesset, Parlamento israeliano, in Wikipedia @צילום: איציק אדרי

Se non si fosse a perenne rischio d'accusa di antisemitismo, ogni qual volta si affronta la delicata questione della degenerazione in cui è precipitata la democrazia nello Stato di Israele, si potrebbe amabilmente scrivere del premier israeliano Benjamin Netanyahu che è un'autentica faccia di bronzo. Almeno, per come cerca di rigirare sempre la frittata a suo favore. Una forzatura e non culinaria? Guardiamo la successione degli eventi delle ultime 48 ore.

All'indomani della firma digitale del Memorandum d'intesa tra Usa ed Iran, da cui è stato escluso Israele, ieri, lunedì 15 giugno, Bibi Netanyahu si è presentato in conferenza stampa. La prima in tre mesi, ricorda nel suo articolo The Times of Israel, [1] durante la quale il premier ha ammesso di non conoscere i contenuti dell'accordo, ma ha rivendicato i successi della guerra portata avanti dal 28 febbraio scorso per sei settimane. Sono stati attacchi, ha affermato, che hanno evitato a Israele di essere "annientato" dalla bomba atomica iraniana. Proprio così: annientato. Che detto dal capo di una nazione che detiene realmente la bomba atomica puntata su chiunque la possa minacciare, anche soltanto con uno starnuto, suona grottesco. Eppure, è quanto Netanyahu, nelle vesti a lui oramai più che abituali di piazzista che di capo di Stato, vende al suo Paese; un Israele diventato oggetto di diffidenza anche da parte di chi lo ha sempre sostenuto, senza pregiudizi.

Si comprende dunque il titolo di Haaretz, fiero giornale d'opposizione critico senza eguali verso il governo Netanyahu, che sintetizza gli accadimenti recenti con un titolo eloquente, la cui traduzione automatica suona L'accordo di Trump con l'Iran ha lasciato Netanyahu in un angolo sempre più ristretto. È l'anticamera del commento dell'editorialista Amos Harel di cui riportiamo l'incipit: "La vicenda iraniana sta emergendo come il secondo peggior fiasco nella lunga storia del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, dopo il massacro di Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre 2023. Non solo la guerra contro Hamas non ha portato al completo disarmo dell'organizzazione e alla vittoria totale di Israele, come Netanyahu aveva promesso più e più volte, ma i risultati emergenti in Iran sono decisamente non incoraggianti dal punto di vista israeliano". [2]

Traduzione personale: l'inutilità di una guerra pensata e voluta per mantenersi al Potere, finalizzata a dare spazio sempre maggiore ai conati di violenza degli estremisti alla Ben Gvir e dei coloni in Cisgiordania che massacrano i coltivatori palestinesi, e al colonialismo sanguinario del ministro della Difesa Katz, che procede nella sua marcia di occupazione del Libano meridionale e a bombardare Beirut indifferente alle proteste innocue della comunità internazionale per le tremilacinquecento vittime dal 2 marzo scorso. Ecco quanto ha seminato Netanyahu nel mondo: odio, senso di vendetta, morte, distruzioni. Poi c'è la macelleria di Gaza. Ma questa è un'altra storia, per la quale si deve processare, secondo il Tribunale dell'Aja, insieme con i criminali di Hamas, il criminale Netanyahu, mentre al corrotto Netanyahu vorrebbe (dovrebbe, se non fosse impedito) dedicarsi il Tribunale di Gerusalemme.

Ai lettori decidere ora quale dei due Netanyahu assegnare l'Oscar per la migliore faccia di bronzo.


Note




Commenti


L'associazione

Montagne

Approfondisci la 

nostra storia

#laportadivetro

Posts Archive

ISCRIVITI
ALLA
NEWSLETTER

Thanks for submitting!

Nel rispetto dell'obbligo di informativa per enti senza scopo di lucro e imprese, relativo ai contributi pubblici di valore complessivo pari o superiore a 10.000,00, l'Associazione la Porta di Vetro APS dichiara di avere ricevuto nell’anno 2024 dal Consiglio Regionale del Piemonte un'erogazione-contributo pari a 13mila euro per la realizzazione della Mostra Fotografica "Ivo Saglietti - Lo sguardo nomade", ospitata presso il Museo del Risorgimento.

© 2022 by La Porta di Vetro

Proudly created by Steeme Comunication snc

LOGO STEEME COMUNICATION.PNG
bottom of page