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Sante Bajardi, un vero maestro

Aggiornamento: 16 ott 2023

di Giorgio Ardito

Sante Bajardi è stato maestro a molti in tanti campi. Quando, nel 1975, sono stato eletto consigliere provinciale e capogruppo del Pci non sapevo cos'era una delibera e senza le sue consulenze non me la sarei cavata. Tra l'altro, le elezioni del 15 giugno 1975 non erano affatto scontate per la sinistra e il Pci, tanto che l'Unità nei giorni successivi scrisse che "anche all'amministrazione provinciale di Torino è ora possibile una giunta di sinistra. E', questo, uno del risultati di maggiore rilievo del consigli provinciali In Piemonte".

Il che mi riporta a Sante, al suo essere sempre disponibile e generoso. Lui sapeva tutto in materia di sanità e dai banchi dell'opposizione (1970-1975), assieme a Luciano Brean (già richiamato da Dunia Astrologo nel suo intervento[1]) aveva convinto la giunta provinciale del democristiano Elio Borgogno, succeduto a Gianni Oberto Tarena[2], ad adottare delibere (protocollo d'intesa con gli ospedali psichiatrici) che anticipavano la Riforma 180, conosciuta come Legge Basaglia. Così, sulla spinta di di quello straordinario spirito del volontariato per i diritti civili che è stato Francesco Santanera[3] e dell'avvocato, partigiana, Bianca Guidetti Serra, spinse per il superamento dell'IPIM, l'Istituto provinciale per l'infanzia e la maternità.

Sante Bajardi era molto rigoroso e insegnava a esserlo. Un episodio personale.

La Provincia aveva molti servizi del comparto sanitario, con la riforma del '78 che istituiva il SSN, in Piemonte dal 1 gennaio 1981 dovevano passare alle Usl. Ero vice presidente della Provincia con deleghe a programmazione, personale, patrimonio, informatica, legale, spettava quindi a me organizzare il passaggio. Avevamo avviato, ancor prima della riforma, un percorso di decentramento dei vari servivi e l'avremmo terminato verso metà '81. Baiardi aveva deliberato che tutto fosse in capo alle Usl dal 1° gennaio '81. Andai da lui per chiedergli una proroga per alcuni servizi. Mi chiese se avessi letto il Piano Sanitario Regionale. Gli risposi che sì, avevo letto la parte relativa alla psichiatria, che costituiva quella più rilevante da passare alla Regione Piemonte, e dato una lettura rapida al resto. Chiamò la segretaria e le ordinò di fotocopiarmi le pagine del piano che non conoscevo bene e mi disse, in piemontese, "studia ste pagine, tra n'meis atturni e ne riparluma".

Me le studiai e compresi che non c'era storia: non avrei avuto alcuna proroga, rinunciai, glielo comunicai e disse solo "lasa ste, va bin parei". Andò tutto liscio. Questo era Sante Baiardi. Grande scuola.


I funerali di Sante Bajardi si terranno domani alle 15.30 al tempio crematorio di corso Novara


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