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Per passione, non solo musica e parole...

Aspettando Gwenifer Raymond

a cura del Baccelliere


È una musicista che incanta Gwenifer Raymond. Chitarrista acustica, è originaria di un paesino del Galles a poca distanza da Cardiff, ma i suoi punti di riferimento vengono da oltre oceano: il folk progressivo di John Fahey e di Robbie Basho, pionieri del rinnovamento del folk americano fin dagli anni Sessanta e più ancora il blues rurale di Mississippi John Hurt e Skip James.

Dicevamo dell’incanto che procura Gwenifer Raymond. Un incanto che si nutre della meraviglia per le sue doti tecniche ma che, al di là dell’aspetto puramente performativo, è alimentato da una poetica musicale del tutto personale. Il suo approccio al mondo della chitarra acustica fingerstyle, avviene in modo decisamente atipico. Accordature aperte, bending e glissati, tutto l’armamentario del folk americano e della primitive guitar, sono intrisi di umori dark, dissonanze e tensioni [1]. La chitarra non si limita a creare fondali eterei. Graffia, è inquieta, “moderna”.

Gwenifer Raymond, come racconta in una intervista che Enzo Capua le ha dedicato sull’ultimo numero di "Musica Jazz", ricorda che il suo incontro con la chitarra è avvenuto intorno agli otto anni, grazie all’ascolto di Nevermind dei Nirvana. In seguito sempre la band di Seattle e la loro cover di Where Did You Sleep Last Night di Lead Belly, contenuta in MTV Umplugged, le hanno fatto conoscere il mondo del folk americano.

Le sue scelte sono coraggiose. Suona da sola, brani esclusivamente strumentali. Evita l’immagine romantica e rootsy, tipica di certo folk revival, per proporre atmosfere tese e abrasive che lasciano intravedere i suoi trascorsi punk. Evita la semplice imitazione, operando una trasformazione della tradizione radicale e creativa.

Quello di Gwenifer Raymond è il suono delle corde nuove[2]. La freschezza timbrica della sua musica è un antidoto alla nostalgia. Una metafora del rifiuto di un sound invecchiato. Come un mantra del ripartire da zero.

A settembre è stato pubblicato il suo nuovo album, intitolato Last night I heard the dog star bark[3]. Fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, farà una breve apparizione per alcuni concerti in Italia[4]. Coloro che potranno assistervi saranno fortunati. Gwenifer Raymond è una boccata di aria fresca per chi rifiuta i luoghi comuni.

P. S: rimaniamo in ambito chitarristico per una notizia triste. Il 18 gennaio ci ha lasciati Ralph Towner. Towner era l’anima degli Oregon, gruppo jazz nato agli inizi degli anni Settanta, precursore di commistioni con le musiche del mondo che avrebbero dato origine a quella che ora chiamiamo world music. Notevole è stata pure la sua attività come solista, mentre fra le sue innumerevoli collaborazioni ci piace ricordare il bellissimo disco che realizzò nel 2009 per l’ECM con Paolo Fresu, intitolato Chiaroscuro[5]. Negli ultimi anni si era trasferito in Italia, a Roma, dove è morto. Una curiosità: Towner ha un primato ineguagliato, in quanto è stato l’unico chitarrista che abbia suonato con i Weather Report[6].


Note

[4] Il 27 febbraio alla Casa del Popolo il Progresso a Firenze, il 28 a Colloredo di Monte Albano, all’Azienda Agricola Giuseppe Maggiori, e il 1 marzo a Milano alla Factory 32

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