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La Ue ci ripensa: niente caccia all’Ucraina

Operazione raffreddamento del conflitto da parte dell’Unione Europea. Almeno è questa l’interpretazione più corrente alla decisione (al momento) di non consegnare gli aerei da combattimenti all’Ucraina che si era profilata ieri sera (in https://www.laportadivetro.org/wp-content/uploads/2022/02/docs_model3.pdf). Si tratterebbe di un forte sostegno militare costituito da aerei d’attacco Su-25 e MiG-29 (secondo alcuni fonti una settantina), velivoli tutti di fabbricazione russa o sovietica, cioè antecedenti alla disintegrazione dell’Unione Sovietica che sarebbero dovuti decollare dalle basi aeree di Bulgaria, Polonia e Slovacchia. A Bruxelles sarebbe prevalsa la prudenza per non aumentare il crescendo militare che rischia di destabilizzare l’Est europeo.

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