La morte di Carlo Petrini, il visionario che diede dignità e cultura al cibo
- La Porta di Vetro
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Aggiornamento: 10 ore fa
Carlo, Carlin, Petrini, fondatore di Slow Food è morto ieri sera, giovedì 21, nella sua casa nei pressi di Bra, città della Granda in cui era nato nel 1949. La notizia è stata data dalla sua creatura, l'associazione internazionale Slow Food, che ne ha ricordato i passaggi di una vita professionale scandita con l'inizio di una fondamentale data: era il 26 luglio del 1986, quarant'anni fa, quando nasceva Arcigola (in seguito Slow Food Italia), esperienza che ben presto si diffuse in tutta la penisola e anche all’estero, tant’è che il 9 dicembre 1989, a Parigi, il Manifesto Slow Food fu firmato da oltre venti delegazioni provenienti da tutto il mondo e Petrini fu eletto presidente, carica che ha ricoperto fino al 2022.
Slow Food ricorda ancora la sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
Chi semina utopia, raccoglie realtà, amava dire Carlo Petrini che sintetizzava così la sua vita, convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili. Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia.
La sua energia, la sua straordinaria empatia, la sua voglia di fare, il suo esempio di vita saranno la forza che guiderà tutti noi.
Gastronomo, giornalista, scrittore e promotore di un sistema alimentare sostenibile e giusto, questi i tratti salienti della sua biografia, che trovano la summa nella creazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo. Un metodo di lavoro che sposava il suo essere visionario all'impegno sociopolitico che nel 2017 riscosse fermenti nuovi nella società civile e intellettuale, così da portare l'Italia ad istituire la Classe di Laurea in Scienze Gastronomiche.
Ancora dalle note di Sloww Food: "Come giornalista, Carlo Petrini ha collaborato con La Stampa, La Repubblica, Il Manifesto, Millenium de Il Fatto Quotidiano e Vita Pastorale, affrontando temi quali lo sviluppo sostenibile, la cultura, la gastronomia e il rapporto tra cibo e ambiente. Tutti i proventi delle sue attività giornalistiche sono stati destinati a progetti di Slow Food e di Unisg". Le sue esperienze e riflessioni hanno trovato uno sviluppo organico nella forma del saggio con il quale l'autore ha raccontato come il cibo può diventare strumento di liberazione da fame, malnutrizione e omologazione del pensiero, attraverso le storie che lo hanno accompagnato negli anni nel mondo della gastronomia.
"Nel 2014 ha pubblicato Voler bene alla terra. Dialoghi sul futuro del pianeta, che raccoglie molte conversazioni con scienziati, scrittori, economisti e chef sulla sostenibilità. [...] Le sue capacità comunicative, l’originalità e la pregnanza del suo messaggio, realizzato attraverso i progetti Slow Food in tutto il mondo, hanno suscitato l’interesse di opinion leader e media internazionali. Nel 2004 è stato nominato Eroe europeo dalla rivista Time e, nel gennaio 2008, è stato l’unico italiano incluso nella lista delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo, stilata dal prestigioso quotidiano britannico The Guardian.














































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