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L'APPUNTAMENTO DI OGGI. Incontro con gli scatti fotografici della "Holga" di Baldacchino

Aggiornamento: 27 mag


Alle 18 di oggi, 10 maggio, si apre presso Spazio Eventa, in via dei Mille 42 a Torino, l'esposizione fotografica "Terramare", immagini di Candido Baldacchino [1] a cura di Tiziana Bonomo[2]. Si tratta di una raccolta di foto fissate dalla macchina fotografica Holga che Baldacchino, "un puro fotografo", come è stato definito dai critici, ha scoperto nel 1996 per le sue sperimentazioni. Così ha cominciato a fotografare, camminando, viaggiando senza sosta, con la ricerca ossessiva della qualità: chilometri in auto o a piedi in mezzo alla campagna – la terra – e lungo le coste italiane e francesi – il mare – con l’unica ossessione di cogliere il momento, quello inconscio profondo, che da sempre anima la sua ricerca. Candido Baldacchino nel 2019 è stato insignito da una meritata onorificenza IFI (Insigne fotografo italiano) dalla Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche). Baldacchino è uno di quei fotografi del territorio, più conosciuto all’estero che nella sua città natale.

Ma chi è Holga? E' una macchina di plastica, da pochi soldi che rilascia scatti ”sporchi, slabbrati, vignettati, talvolta sovraimpressi, sfocati” ma veri, con un’anima. Qualcuno si spinge ad affermare quanto sia "inspiegabile la fotografia fatta con la Holga, la toy camera più famosa al mondo, riesca a suscitare atmosfere senza confini se non quelli del nostro io più nascosto". E ancora. Nel 2005, Vigouroux crea in Francia il collettivo – poco conosciuto – chiamato Foto Povera che raccoglie fotografi, che come lui, hanno un amore incondizionato per la vecchia fotografia la “photographie ancienne”. Molti altri fotografi hanno usato Holga o macchine fotografiche “povere” come ad esempio Kenna che per creare atmosfere insolite con i suoi paesaggi dal 1986 ha iniziato oltre alla Hasselblad anche la Holga. Questo spiega sia per lui, sia per Baldacchino, il formato quadrato delle loro immagini.


Candido Baldacchino, sottolinea Daniela Zucco, in una nota d'accompagnamento alla mostra, "ha scoperto la magia della Holga oltre trent’anni fa, e da quel momento se ne è innamorato perdutamente. La sua Holga, 120S, gli ha offerto l'opportunità di catturare immagini caratterizzate da una visione flou e romantica del mondo che lo circonda. Grazie alla sua semplicità e al suo fascino unico, la Holga ha permesso al fotografo di esplorare nuove prospettive e di trasformare anche le scene più ordinarie in opere d'arte dall'aura poetica".

La fotocamera Holga è nata ad Hong Kong nel 1981 e si è diffusa dapprima in Cina, come una fotocamera economica, destinata al mercato di massa. Aggiunge ancora Daniela Zucco: "Progettata per essere semplice e conveniente, la Holga era originariamente destinata a essere un'alternativa accessibile alle costose fotocamere reflex. Tuttavia, il suo design basico e le sue caratteristiche imperfette hanno attirato l'attenzione di alcuni fotografi che hanno apprezzato il suo aspetto unico e il suo modo di catturare le immagini".


 

Note

 

[1] Candido Baldacchino è un fotografo torinese. Ha collaborato con case editrici e riviste di prestigio come Gente di Fotografia e Photo Italia. Ho tenuto workshop come "Holga mon Amour", sponsorizzato da PH Libero, ed esposto in mostre internazionali come Art Code a Berlino 2009 e EuropeArtFair ad Amsterdam 2019. Le sue opere sono in collezioni permanenti di gallerie come l'Accademia Carrara di Bergamo e la Biblioteca Nazionale di Francia a Parigi.

[2] Tiziana Bonomo si dedica attivamente dal 2016 al progetto ArtPhotò con cui propone, organizza e cura eventi legati al mondo della fotografia come mostre, libri, incontri. La passione per la fotografia si unisce ad una ventennale esperienza, prima nel marketing e poi nella comunicazione di autorevoli aziende internazionali. Progetta e cura esposizioni e libri. Ha organizzato diversi incontri sulla fotografia e un laboratorio didattico sull’alfabetizzazione all’immagine “Leggere la fotografia”. Per la Porta di Vetro ha curato, ultima, la mostra "Ivo Saglietti, lo sguardo nomade", attualmente in esposizione ad Alba.

 

 


 

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