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GLI INCONTRI della PORTA DI VETRO: Dal Green Deal alle resistenze degli Stati

Con Mercedes Bresso e Andrea Ferrazzi, giovedì 7 maggio alle 18 a Torino

 

Sembra passato un decennio da quando alla fine della scorsa legislatura, era il 2024, il Parlamento Europeo approvò in rapida sequenza una serie di provvedimenti importanti che completavano il Green Deal su cui aveva lavorato per tutta la legislatura. Infatti, va eco Mercedes Bresso, chiamata a presentare insieme ad Andrea Ferrazzi, il dibattito di giovedì prossimo dal titolo emblematico Ieri come oggi, quanto non si fa abbastanza per ambiente e territorio, "il più importante fra gli ultimi regolamenti (direttamente applicabili negli Stati Membri) approvato dall'Unione Europea, che (ri)proponeva il ripristino della natura, si è letteralmente perso notizia; almeno in Italia non mi risulta un solo provvedimento per avviarne l’applicazione".

Delusione? Certo, ma per che cosa? Per l'insensibilità pura e semplice degli Stati? O per l'insufficiente coraggio dimostrato dalla stessa Unione Europea nel guardare da una prospettiva diversa l'impatto economico sui temi economici?

Mercedes Bresso è netta: "La Commissione Europea sta sostanzialmente facendo dei grandi balzi indietro su richiesta di alcuni Stati, del mondo industriale, agricolo, dei trasporti. E annuncia revisioni e ritocchi ma, soprattutto, nulla dice sulla sostanziale disapplicazione del pacchetto".

Tutto ciò mentre il cambiamento climatico è un fatto concreto, che rischia di diventare pericolosamente - se non lo è già - irreversibile se gli Stati non adotteranno provvedimenti immediati. Secondo Andrea Ferrazzi, "il cambiamento climatico è entrato nelle nostre vite e nei nostri territori. E lo ha fatto in modo prepotente, scatenato dai gas climalteranti che l’attività umana ha prodotto. Le conseguenze sono evidenti, in particolare nel bacino del Mediterraneo, una delle aree al mondo in cui la temperatura è aumentata in modo particolarmente significativo".

La tropicalizzazione del “Mare nostrum” non priva di effetti: negli ultimi anni ha scatenato eventi metereologici estremi che per intensità e frequenza non si erano mai visti: precipitazioni spaventose alternate da siccità, tempeste di venti distruttive, isole di calore, grandinate devastanti. In un paese, il nostro, di gran lunga il più esposto a livello europeo sul fronte dei dissesto idrogeologico. I danni sono enormi, anche dal punto di vista economico.

Detto questo, è altrettanto vero che che qualche aggiustamento era ed è necessario rispetto al Green Deal. "Tuttavia la situazione internazionale, con la guerra all’Iran e il blocco dello stretto di Hormuz, - osserva ancora Mercedes Bresso - ci ricorda come per l’Europa e per l’Italia una spinta forte e decisa sulle rinnovabili sia assolutamente indispensabile per ridurre la nostra dipendenza energetica. Servono  un deciso cambio di passo e soprattutto una strategia comune europea per uscire da una situazione a dir poco inquietante".

In assenza di una strategia condivisa e di una politica lungimirante e responsabile, che sappia coniugare sostenibilità ambientale, sociale, economica e istituzionale, il copione rischia di rimanere malauguratamente sempre lo stesso: "si imporrà la solita e vecchia politica degli struzzi che si svegliano - conclude Ferrazzi - solo dopo le devastazioni per poi ri-nascondere la testa sotto la sabbia".

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