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Alle 18 l'apertura a Rivoli di "Torino ferita"

Aggiornamento: 8 ott 2022


Ultimi ritocchi nel centro storico di Rivoli in via Fratelli Piol 8, nella Casa del Conte Verde [1], per l'apertura alle 18 della mostra fotografica "Torino ferita"[2] a cura di Tiziana Bonomo con la supervisione di Bruna Bertòlo e Michele Ruggiero, un evento nato dalla sinergia tra Unitre Rivoli e la Porta di Vetro. Nelle sale espositive dell'antico palazzo, la mostra ripropone con le immagini tracce di memoria del terrorismo a Torino negli anni Settanta. Ai pannelli fotografici, esposti per tre settimane dall'11 marzo scorso presso la Biblioteca Universitaria di piazza Carlo Alberto, è stata aggiunta una sezione dedicata alla figura di Enrico Boffa, direttore del personale nello stabilimento Singer di Leinì[3] "gambizzato" il 21 ottobre del 1975 dalle Brigate rosse, presidente di Unitre Rivoli per 12 anni dal 2000.


Scrisse Boffa: "Sto rientrando a casa intorno alle 19,30. […] Posteggio l’automobile nel mio box, faccio appena in tempo a spegnere il motore e mi ritrovo davanti tre persone, di cui due impugnano grosse pistole e il terzo regge un rotolo, una macchina fotografica e una lampada portatile. Quello che sembra il capo mi dice perentoriamente: «Siamo le Brigate Rosse; stia fermo e stia zitto, sennò lei è un uomo morto». Ubbidisco.


Enrico Boffa, a sinistra, insieme con Vittorio Musso, ferito nell'assalto alla SAA aziendale l'11 dicembre del 1979 a Torino.

Il secondo armato passa dietro di me, mi fa accovacciare e da dietro tiene il suo pistolone (una P38) puntata alla mia tempia destra, che mi tocca e la sento. Il terzo uomo mi appoggia davanti il suo rotolo allargato (che, capirò poi, è il manifesto di rivendicazione legato al mio collo e mi scatta alcune foto. A questo punto (sempre in velocità) quello dietro di me esce fuori; il capo mi si avvicina e con la sua pistola a 40 – 50 cm da me mi spara un colpo alla parte alta della gamba destra. Sento per ora un gran caldo. La pallottola non esce. Il capo arretra di circa un metro e mezzo e mi spara un secondo colpo, diretto all’inguine. Non sento nulla dopo questo sparo. Il capo mi strattona via il mio borsello e i tre si allontanano".


Note

[1] La Casa del Conte Verde prese questo nome dalla fine del 1300, secolo in cui il Conte Amedeo VI di Savoia, detto Conte Verde perché amava indossare abiti di questo colore, fece di Rivoli la sua dimora. In realtà non è certo che il Conte abbia avuto un legame con l’edificio. La Casa comunque rivela una qualità architettonica elevata ed è situata nella parte più antica del centro storico, sulla via principale. L’edificio aveva funzione residenziale ai piani superiori e, al piano terreno, commerciale in http://archeocarta.org/rivoli-to-casa-conte-verde/

[2] La mostra ha il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte e del Comitato Resistenza e Costituzione, e la collaborazione con Aiviter, SAA, Archivio Storico della Città di Torino.

[3] La Singer Corporation è una multinazionale americana che produce macchine per cucire. Negli anni Cinquanta, la società impianta una fabbrica a Leinì nel Torinese, in una fase di grande espansione industriale e finanziaria; negli anni Settanta il declino, nonostante le lotte operaie, fino alla definitiva chiusura nel 1978 in https://www.alpcub.com/singer.htm





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