3Q – Liberi esperimenti politici: ovvero, dalla tavola al potere, ecco l’arte della comanda
- Rosanna Caraci
- 11 ore fa
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di Rosanna Caraci

La politica, il suo formicolio di incontri, strategie sotterranee, intrighi e malesseri, ambizioni e progetti, sogni e vendette si offre alla metafora della cucina dove gli alimenti sposano ingredienti e, dalle sapienti mani di chi preparerà, il piatto arriverà in tavola a soddisfare, o deludere, i commensali.
Il confronto tra cucina e politica è esaltato con sapienza di condimento dagli attori che metteranno in scena questo fine settimana in “3Q – Liberi esperimenti politici”.[1]
Domani 10 aprile e il giorno successivo, va in scena il nuovo appuntamento di Teatro Studio Bunker06, la stagione teatrale curata dall’Accademia dei folli con la direzione artistica di Carlo Roncaglia.
Sul palco del teatro di via Paganini a Torino, saliranno Alessandro Federico e Valentina Virando che con un racconto inquieto e a tratti surreale, esploreranno le dinamiche del comando e il loro penetrare la vita dei protagonisti fin dentro la cucina di una casa.
Al centro della vicenda ci sono un candidato politico e sua moglie, aspirante first lady, in attesa di un ospite a cena pur non sapendo cucinare. Al loro servizio restano soltanto tre chef, gli ultimi sopravvissuti a una misteriosa epidemia che ha sterminato tutti gli altri cuochi. A introdurre lo spettatore in questo universo è un narratore estemporaneo, un cowboy, che accompagna il racconto in un mondo dove la tavola diventa il luogo in cui si esercita il potere.
Una riflessione tagliente e visionaria
I tre cuochi, i 3Q, hanno ciascuno un proprio ritmo, un proprio segreto, un proprio vizio nascosto. Ognuno porta in scena una diversa idea di ordine politico, e ogni passaggio di comando riapre il ciclo delle rivalse, delle dipendenze e dei rapporti di forza. Gli affari si fanno a cena, la bramosia di potere diventa ossessione per il cibo, la voracità diventa il linguaggio stesso del dominio e riduce in scarto gli avanzi di quell’umanità che non si sottomette.
Lo spettacolo costruisce così una riflessione teatrale tagliente e visionaria, e solleva una domanda semplice ma feroce: esiste una ricetta per ogni cosa in questo mondo; troveremo anche quella giusta per governare?
Il regista Alessandro Federico sceglie una scenografia essenziale e simbolica: i due protagonisti si fronteggiano trattenendo ciascuno un lembo di una lunga tovaglia bianca, mentre la cucina prende corpo attraverso una trama di movimenti, suoni e gesti disegnata dagli chef nello spazio sottostante i due troni.
Una sceneggiatura essenziale a tratti provocatoria ma che offre allo spettatore un taglio diverso di riflessione su che cosa è la politica, su che cosa sta diventando e su che cosa non dovrebbe essere, non disdegnando una chiave di lettura che strizza l’occhio all’ironia.
Note
[1] Biglietti a partire da €13. Prevendite online su piattaforma oooh.events.
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