Tre e più alla volta... Israele elimina i nuovi capi iraniani
- Maurizio Jacopo Lami
- 17 mar
- Tempo di lettura: 3 min
di Maurizio Jacopo Lami

"Sono stato appena informato dal capo di Stato maggiore che il malvagio segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Ali Larjiani, in pratica il vero capo del regime terroristico iraniano, il suo degno complice Gholamreza Soleimani, capo della milizia paramilitare Basij, e il suo sanguinario vice Seyyed Karishi sono stati uccisi dall'aviazione israeliana raggiungendo Ali Khamenei e tutti i membri sconfitti dell' asse del male nella profondità dell' inferno. Continueremo fino alla vittoria".
Israel Katz, ministro della difesa israeliano.
L' uccisione di Larijani, da tutti considerato il vero successore dell'ayatollah Ali Khamenei, il nuovo uomo forte del regime, e del responsabile della sicurezza interna Gholamreza Soleimani, è praticamente un colpo epocale per il regime di Teheran. E l'elenco non finisce qui, perché sono stati uccisi anche il figlio di Soleimani e il suo vice Ali Banti.
Insomma, una mattanza del nuovo vertice iraniano che spariglia completamente le volontà espresse dall'ayatollah Khamenei prima di essere ucciso il 28 ottobre (il primo clamoroso colpo della guerra), e priva la dittatura di quello che appariva come il suo dirigente più promettente, quello capace di essere allo stesso tempo sia diplomatico che spietato nella repressione.
Molti "esperti" sostenevano che Donald Trump uccidendo l'ayatollah Khamenei aveva semplicemente sostituito un dittatore ormai anziano (86 anni) con un altro più giovane (Larijani era nato nel 1958). Le critiche e le analisi, come si vede, erano premature.
Lareijani non poteva diventare "ufficialmente" il numero uno del regime perché era un laico , anche se figlio e fratello di religiosi sciiti, ma era da tempo indicato come probabile "capo occulto" a Teheran.
Era stato fra i più decisi ad appoggiare l'ayatollah nella spaventosa repressione di gennaio, che aveva causato migliaia e migliaia di morti, forse addirittura 35.000 (e si tenga conto che con le uccisioni successive si ipotizza un bilancio di 50.000), creando un baratro incolmabile fra il regime e il popolo iraniano.
I servizi segreti israeliani che per lui avevano una vera e propria ossessione (lo definivano "il Rasputin del regime" in pratica l'uomo più pericoloso), avevano addirittura ipotizzato che lui fosse stato uno dei più decisi nella repressione per un calcolo quasi machiavellico: se la Repubblica Islamica si crea un baratro intorno con una repressione folle, la successione del potere non spetterà ai moderati, ma agli intransigenti, proprio perché ormai non c' è più spazio per le trattative.
Larijani sperava di diventare il nuovo capo reale, ma non aveva fatto i conti coi servizi segreti israeliani ed americani e coi straordinari progressi in fatto di infiltrazione in Iran
Lo stesso discorso si può fare per un' altro degli importanti dirigenti iraniani uccisi oggi, il capo della milizia paramilitare Basij ("mobilitazione" in persiano) , Gholamreza Soleimani.
Dopo la morte di numerosi dirigenti dei "guardiani dellla rivoluzione", i famosi Pasdaran, il ruolo della milizia Basij che per anni era rimasta un po' in ombra , è cresciuta notevolmente.
Gholamreza si era appunto esposto molto nella feroce repressione dell'opposizione e si era alleato con Larijani. Secondo i più non aveva nemmeno un centesimo della sua intelligenza, ma sperava probabilmente di poter diventare il nuovo numero due del regime. Era fra i più odiati dal popolo iraniano per la ferocia dei suoi uomini, usi a torturare ed uccidere con spietatezza.
Insieme a loro sono stati uccisi in una serie davvero incredibile di eliminazioni tutti i principali comandanti dei Basij.
Per fare un paragone è come se durante la Seconda guerra mondiale gli Alleati fossero riusciti ad uccidere tutti i principali dirigenti della Gestapo.
Questi stupefacenti risultati evidenziano tre fattori: primo, l'efficienza ormai a livelli altissimi dell'aviazione moderna che riesce a colpire bersagli con assoluta precisione; secondo, il livello di penetrazione perfetto dei servizi segreti statunitensi ed israeliani nel sistema iraniano; terzo, il dovere di essere ottimisti perché il regime iraniano comincia a vacillare.
La guerra porterà ancora lutti ed amare sorprese, ma oggi per la coalizione israelo-statunitense è stata sicuramente una grande giornata.













































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