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Usa e Russia: ora a farli litigare anche un drone... di troppo


Alta tensione tra Usa e Russia come nei film che da anni fanno incassi record ai botteghini: nel tardo pomeriggio di oggi, 14 marzo, sui cieli del Mar Nero, la realtà ha offerto un nuovo copione all'industria hollywoodiana. Sopra la Crimea, infatti, un drone statunitense, con i transponder spenti, violando i confini dell'area del regime di utilizzo dello spazio aereo russo. Questa la versione del Cremlino che ha spiegato perché l'immediato allarme delle forze aeree russe che hanno fatto decollare alcuni jet da combattimento che si sono messi sulla scia del drone. Di qui una serie di brusche manovre degli aerei che hanno provocato la perdita di quota del drone statunitense, la cui traiettoria incontrollabile l'hanno portato direttamente a inabissarsi nelle acque del Mar Nero.

Durissima la reazione del Pentagono e dell'amministrazione Biden che hanno accusato la Russia per un'azione vista come un atto di guerra.

Washington ha convocato l'ambasciatore russo presso il Dipartimento di Stato che si è limitato a riportare la dichiarazione ufficiale di Mosca: "i combattenti russi non hanno usato armi aviotrasportate contro il drone statunitense, non sono entrati in contatto con esso, sono tornati sani e salvi all'aeroporto". Adesso, a differenza dei film americani, non aspettiamoci la seconda puntata. Sarebbe un rischio poco appagante per l'umanità. E crediamo anche per i cittadini americani e russi.


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