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Torino, migliaia di persone in corteo per chiedere una sanità pubblica che funzioni

Aggiornamento: 4 minuti fa

In migliaia hanno sfidato a Torino oggi pomeriggio, 23 maggio, la temperatura canicolare per dire alla Regione Piemonte e alla giunta di centro destra del presidente Alberto Cirio che le mani sulla sanità pubblica vanno messe, eccome se vanno messe, ma nel modo giusto, evitando di scomporla a pezzi per favorire a senso unico i privati. Cosa che si registra oramai da anni, con un ceto politico al governo della regione che sostiene, quando messo all'angolo nel dibattito in Consiglio regionale a Palazzo Lascaris, nei confronti a distanza sui media che le critiche sono preconcette, se non pretestuose, secondo lo schema che impone oggi chi è al potere, cioè la svalutare e svilire le argomentazioni, abbassando il livello della discussione e di conseguenza minimizzando i problemi. Ora, se si tratta di una scelta dettata da tattica e effetto di incapacità pregresse, rimane ancora un mistero.


Intanto, la giunta Cirio ha dovuto incassare un'altra manifestazione di protesta, che dal Palazzo della Regione ha percorso via Nizza fino a piazza Carducci, dove si è svolto il comizio conclusivo. Al corteo, tra bandiere della Cgil, che hanno evidenziato l'ennesima rottura tra i sindacati su una questione così dirimente come la sanità, un gruppo di pensionati della Cisl (come annunciato da questo sito)[1], hanno partecipato anche esponenti del Pd, di Alleanza Verdi e Sinistra, e il presidente dell'Ordine dei medici Guido Giustetto che non ha mancato di sottolineare la spinta che arriva dalla categoria per un servizio sanitario che funzioni, con liste d'attesa fisiologiche e non esasperanti , ultimo ma non meno importante, un sistema che tuteli la correttezza di chi esercita la professione sanitaria.


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