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Quando Meloni e le opposizioni corrono in soccorso del Comandante Salvini

di Mauro Nebiolo Vietti


© European Union, 1998–2026
© European Union, 1998–2026

Presi dalle notizie che arrivano a ritmo enciclopedico da Washington e dalle esternazioni del presidente Usa, l'Italia non è riuscita a dare la giusta attenzione ai propositi "minacciosi" del vicepresidente del Consiglio italiano Matteo Salvini. Propositi che non escludevano il ricorso alle elezioni anticipate, prima minimizzati, poi rientrati, per la verità. Forse, perché presi anche poco sul serio della sua maggioranza, anche se indebolire Salvini non conviene né ai partiti di governo, né a quelli di opposizione. Il leader della Lega, infatti, porta una buona dote di deputati e senatori che cementa la maggioranza, ruolo destinato ad una seria contrazione con le prossime elezioni, perché i sondaggi gli attribuiscono una modesta partecipazione nel prossimo Parlamento.

Se la Lega perde consensi, credo sia evidente che l’autore sia lo stesso Salvini che si è intestato la battaglia sovranista e punta a recuperare quote di elettorato di destra che abbandona Meloni. Ovviamente occorre un metodo per raggiungere l’obiettivo e francamente non mi pare di grande effetto: o dice delle ovvietà e nessuno alleato politico reagisce o se ne esce con proposte provocatorie e fuori tempo. L’ultima, appunto, è stata di conio recente, mentre Fratelli d'Italia e Forza Italia annunciavano i festeggiamenti d'autunno per il record di longevità di governo, lui proponeva elezioni anticipate.

Quando Salvini deborda, l’Italia trattiene il fiato, perché potrebbe cadere il governo oppure la maggioranza potrebbe allinearsi con la proposta o Salvini non ne parla più; ho detto “trattiene il fiato”, ma mi sono sbagliato. L’Italia tratteneva il fiato perché ormai il copione è sempre lo stesso: Salvini propone o dichiara, gli alleati storcono il naso, Salvini sparisce e qui è nata una leggenda che, forse, tanto leggenda non è; si dice che quando Salvini imbarazza il governo, Meloni minacci di togliergli il ponte di Messina.

Ed a Meloni in definitiva va bene; dispone di un alleato con una numerosa e fedele pattuglia di eletti, i sondaggi dicono che la Lega sta perdendo consensi e questo le garantisce una maggior agilità nel prossimo mandato elettorale (ovviamente presupponendo di sostituire i non eletti Lega con propri rappresentanti), quando il capo del governo sviluppa scelte proprie deve garantirsi il consenso di Forza Italia (su cui incombe l'ombre di Marina Berlusconi), mentre di Salvini conosce il copione a memoria: prima i capricci e poi allineato e fedele.

Ma anche l’opposizione festeggia: gli excursus violenti e razzisti contro gli immigrati, lo scollamento tra il mondo industriale che reclama nuova forza lavoro, anche se immigrata, ed il suo rifiuto, la premessa di voler abbandonare l’Europa e l’incapacità ad ottenere anche solo una parvenza di avvio concreto del federalismo indebolisce il governo, crea contraddizioni, e non è detto che tutti i voti che sta perdendo vadano alle altre due forze di maggioranza. Anche per l’opposizione occorre quindi che Salvini stia saldo al suo posto e mantenga i suoi metodi liberticidi e le proposte impossibili e provocatorie.

Ma Salvini sta entrando in un cono d’ombra, su di lui giganteggia il generale della riserva Roberto Vannacci che finora ha dimostrato di avere la capacità di massimizzare la destra dura e pura; il suo movimento, Futuro Nazionale, sta aggregando anche aderenti a Fratelli d’Italia e quando avrà creato un potenziale schieramento rispetto al quale un conservatore rischia di essere scambiato per rivoluzionario (situazione non impossibile come insegna la storia), è possibile che abbia la capacità di assumere un ruolo come leader dell’antisistema con l’effetto di coagulare su di sé  gli scontenti e parte degli astenuti.

Se Salvini si farà battere in questo gioco, Meloni e le opposizioni non potranno giocare con lui di sponda, ma dovranno confrontarsi con qualcosa di nuovo che promette ordine e benessere ed è inutile dire che l’elettore è in grado di capire quando un messaggio è fasullo ed inveritiero, perché quando qualche anno or sono un giovin signore, plenipotenziario in Parlamento del Marchese del Grillo, promise di abolire la povertà e la corruzione, ottenne il trenta per cento dei consensi...

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