Peter Thiel e la Nuova Destra: un enigma o qualcosa di più?
- Gian Paolo Masone
- 16 ore fa
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di Gian Paolo Masone

È bastato un ciclo di conferenze a Roma, avvolto in un clima di riservatezza, perché Peter Thiel (1967) si imponesse come una figura di riferimento nel panorama intellettuale italiano. Forse è stata proprio questa aura di mistero a consolidare la fama di un uomo già celebrato oltreoceano come il "Cardinale Richelieu" del conservatorismo statunitense. Ma cosa alimenta l’improvviso interesse italiano verso questo protagonista della finanza globale? La risposta risiede nella sua peculiare traiettoria biografica: Thiel è il primo vero tycoon del web ad aver fatto discendere dalla potenza tecnologica un progetto politico radicale, volto a ridefinire il posizionamento degli Stati Uniti da prospettive che superano, per dottrina e rigore, lo stesso pragmatismo di Donald Trump.
Da René Girard al dogma del Monopolio
Laureatosi in filosofia a Stanford nel 1989, Thiel è stato allievo del filosofo antropologo René Girard, dal quale ha mutuato una profonda diffidenza verso la "competizione mimetica" che caratterizzerebbe i comportamenti degli uomini segnatamente, ma non solo, nel mondo degli affari. Secondo questa visione, anche il modello sociale americano è prigioniero di un meccanismo in cui gli individui, smarrita la propria autonomia decisionale, lottano ossessivamente per gli stessi obiettivi inseguiti da altri.
Questa analisi si traduce direttamente in una precisa prassi economica: per Thiel, la concorrenza - celebrata dal pensiero liberale - è un sintomo di debolezza, mentre il vero potere risiede nel monopolio. Nel saggio Da zero a uno, egli teorizza che il progresso non debba essere "orizzontale" (la mera replica di modelli esistenti sia pure con miglioramenti), bensì "verticale": un salto qualitativo fondato su un "segreto" tecnologico precluso alla massa. Tale approccio ha generato successi dirompenti: colossi come PayPal, Facebook, SpaceX e Airbnb portano, in modi diversi, la sua impronta strategica.
Palantir: tra algoritmi e teologia politica
Per Thiel l'esperienza con PayPal è stata la pietra angolare dell’ascesa. In quella sede vennero perfezionati gli algoritmi per il tracciamento granulare delle transazioni, strumenti nati per prevenire frodi ma presto evolutisi in sistemi di sorveglianza sofisticati. Da qui nasce Palantir, la sua creatura più controversa. Fondata all'indomani dell'11 settembre, l'azienda produce software in grado di elaborare quantità oceaniche di dati per identificare minacce in contesti bellici e di sicurezza nazionale. In Italia, la collaborazione con Leonardo testimonia la capillarità di questa tecnologia, la cui presenza infrastrutturale si estende fino ai nodi strategici dell'industria aerospaziale torinese.
Il sodalizio con J.D. Vance e l’agenda post-liberale
Thiel non è solo un fornitore di software; è un fine tessitore di trame politiche. Se nel 2016 il suo sostegno a Trump fu palese e finanziario, oggi la sua influenza agisce "dietro le quinte". Il suo capolavoro strategico è l'ascesa di J.D. Vance. Dopo averlo introdotto al venture capital e convertito al trumpismo, Thiel ne ha propiziato la nomina a Vicepresidente.
Con Vance, Thiel condivide una visione del mondo che mira, internamente, a estirpare le propaggini della cultura woke e, esternamente, a una revisione radicale dei modelli di democrazia occidentali. A differenza del conservatorismo istintivo di Trump, quello di Vance è un progetto dottrinale che invoca la "distruzione" delle vecchie élite burocratiche per instaurare un nuovo ordine tecno-nazionale.
Il Katechon tecnologico: un argine al caos
Il pensiero della coppia Thiel-Vance poggia su tre pilastri: scetticismo verso il libero mercato, isolazionismo (America First) e integralismo cristiano di origine evangelica e cattolica. Mentre i due primi aspetti sono sotto gli occhi di tutti, il terzo, solitamente sottovalutato in Europa, trova una delle sue più iconiche espressioni nell’utilizzo e nell'esegesi del concetto di Katechon.
Derivata dalla Seconda Lettera ai Tessalonicesi di San Paolo, questa figura concettuale rappresenta la "forza che frena" l’avvento dell’Anticristo e ritarda la dissoluzione finale.
Si tratta di una figura che ha attraversato i secoli, dai Padri della Chiesa a Carl Schmitt, fino a René Girard e Massimo Cacciari e che storicamente, è stata identificata nella Chiesa, nell’Impero cristiano e, recentemente, nell’egemonia americana. Nella visione di Thiel, il "vecchio mondo" e il tradizionale ruolo degli USA sono ormai al tramonto e l'unico argine all’anarchia dilagante potrà prendere consistenza solo con la messa a punto di un sistema di controllo totale, mediato da strumenti informatici d'avanguardia.
In questo scenario, Palantir con il suo software deve essere vista come il prototipo di un Katechon tecnologico: un apparato di sorveglianza capace di "congelare" il disordine mondiale.
Aporie
Benché il conservatorismo USA abbia dato prova di tenere assieme evidenti contraddizioni come il moralismo di facciata e la contemporanea assuefazione alle immagini di Trump coinvolto nella trama Epstein Files, non si può non notare una stridente aporia: il caos geopolitico innescato da Trump mal si concilia con la volontà di ordine assoluto nutrita dal mondo MAGA di cui Thiel è il profeta.
Questo sfasamento ci suggerisce che Thiel stia già guardando oltre, verso un’era post-trumpiana la cui sintesi politica non potrà che essere incarnata da J.D. Vance.
In questa prospettiva anche la scelta di tenere le conferenze a Roma, vista più come centro della cristianità che come capitale d’Italia, appare un tentativo di intessere, sotto gli occhi del Papa americano, un’alleanza strategica con il cristianesimo più tradizionalista presente in Europa.
Bene hanno fatto i Padri Domenicani dell’Angelicum a respingere sul nascere ogni tentativo di coinvolgimento con un inconsueto secco comunicato che merita di essere letto: “In riferimento ad alcuni articoli apparsi nei giorni scorsi sulla stampa riguardo a un presunto evento con Peter Thiel presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), si precisa che tale evento non è organizzato dall’Università, non si svolgerà presso l’Angelicum e non rientra in alcuna nostra iniziativa istituzionale”.













































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