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La morte di Claudio Donat-Cattin

di Luca Rolandi



Con Claudio Donat-Cattin[1] è scomparso stanotte, all'età di 79 anni, presso il Policlinico Gemelli, dov'era stato ricoverato una settimana fa per un serio malore, il primogenito di Carlo Donat-Cattin, più volte ministro, uno degli uomini più rappresentativi della Democrazia Cristiana, senatore fino alla sua morte avvenuta nel 1991.

Claudio Donat-Cattin, all'opposto, non amava la politica nel senso partitico del termine, e fin da giovane aveva maturato la vocazione al giornalismo, salendo via via la scala gerarchica della redazione fino alla vice direzione della gloriosa e storica testata Gazzetta del Popolo di Torino, successivamente al Giorno, il quotidiano dell'Eni fondato da Enrico Mattei, per poi lasciare la carta stampata ed approdare in Rai, dove aveva raggiunto i gradi di numero 2 del Tg1 e partecipato alla realizzazione di numerose trasmissioni di rilievo, tra tutte "Porta a Porta", primo collaboratore di Bruno Vespa.

Riservato, schivo, l'opposto dell'esuberanza che aveva connotato il fratello Marco, di lui più giovane di dieci anni, figura divenuta tristemente nota alle cronache degli anni Settanta e Ottanta del Novecento per la sua partecipazione alla lotta armata nel gruppo di "Prima linea", Claudio Donat-Cattin aveva dedicato alla memoria paterna parte della sua poliedrica attività che si svolgeva tra Torino e Roma, attraverso la Fondazione Carlo Donat-Cattin, che ha sede al Polo del Novecento di Torino.

Un impegno culturale, quanto politico, con cui per alcuni versi Claudio Donat-Cattin ha riannodato pezzi anche emotivi e personali della storia della Dc, in particolare della corrente di Forze Nuove di cui il padre - ex sindacalista di spicco della Cisl - era stato fondatore e animatore, punto di riferimento assoluto di potere in Piemonte, che annualmente trovava la sua espressione nel famoso Convegno di Saint Vincent, autentico manifesto programmatico del cattolicesimo sociale.

In una nota, il direttore della Fondazione, Gianfranco Morgando, ha ricordato gli ultimi quattro anni di lavoro dedicati "ad un affascinante progetto di sviluppo del nostro Istituto, per farlo diventare protagonista nello studio e nella ricerca sul movimento politico dei cattolici a Torino e in Piemonte".


[1] Claudio Donat-Cattin era nato a Murazzano, in provincia di Cuneo nel 1943, dove la famiglia era sfollata. Primo di quattro figli, lascia la moglie Roberta, la figlia Barbara, la nipote Natalie e la sorella Maria Pia.

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