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L'ultimo post di Valeria Fedeli, una vita accanto ai lavoratori

di Nadia Conticelli


"La ricordiamo come una donna forte, determinata e appassionata, che si è sempre distinta per il suo impegno per la giustizia sociale e per i diritti dei lavoratori. [E] verrà ricordata per il suo impegno e la sua attenzione che hanno permesso di ricostruire il rapporto con il mondo della conoscenza, dopo anni di tensioni e di stallo.

Il rinnovo del CCNL, bloccato da 10 anni, è stato uno dei suoi più grandi successi. Un risultato che ha riconosciuto i diritti e le esigenze dei lavoratori della scuola e che ha contribuito a migliorare le condizioni di lavoro e di studio".

Quella donna, così descritta sul sito della Flc-Cgil, è Valeria Fedeli, ministra dell'Istruzione nel governo Gentiloni, morta stamane, 14 gennaio, a Roma. Aveva 76 anni ed era nata a Treviglio, in provincia di Bergamo.

Il ricordo di Nadia Conticelli, consigliera regionale Pd del Piemonte.


L’ultimo post di Valeria è la piazza di Teheran con i tanti giovani che squarciano con i loro corpi il buio della dittatura. I giovani, le donne, i lavoratori, la libertà. Valeria eri sicura di trovarla sempre della parte giusta della Storia, quella delle persone e dei diritti.

Una “sindacalista pragmatica”, come si definisce nel suo libro, pubblicato nel 2011, in cui raccoglie dieci anni di impegno sindacale e riflessione sui cambiamenti geopolitici, anche quelli che non abbiamo saputo, o voluto, vedere per tempo.

Maestra a Milano e poi subito responsabile Funzione pubblica per la Cgil, dal 1982 a Roma con l’incarico nazionale nel sindacato di Coordinamento delle donne del pubblico impiego, e successivamente del settore tessile nella FILTEA di cui fu vicesegretaria generale e poi presidente del sindacato tessile europeo, e insieme vicepresidente di Federconsumatori.

Dal 2013 passa dall’attività sindacale alla politica istituzionale, portando il proprio rilevante bagaglio di esperienze e di battaglie, e viene eletta vicepresidente vicaria del Senato. Ministra dell’Istruzione con il governo Gentiloni, dal 2016 al 2018, membro del Comitato parlamentare Schengen, Europol e Immigrazione, della Commissione straordinaria per i fenomeni di razzismo, intolleranza e antisemitismo, della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, e, naturalmente, delle commissioni permanenti Lavoro e Politiche dell’Unione europea.

Difesa della scuola pubblica, dei diritti dei lavoratori, e soprattutto delle lavoratrici, e femminista appassionata e tenace, fu tra le fondatrici del movimento, poi associazione, Se non ora quando, nato proprio in contrapposizione al sessismo di stampo patriarcale, degradante, che andava prendendo piede nell’epoca Berlusconi, e che in realtà non abbiamo mai radicalmente sconfitto. È sua la prima firma del disegno di legge che portò all’istituzione della Commissione parlamentare sui femminicidi, perché Valeria sapeva fare la differenza, anzi sapeva che la differenza in politica come nel sindacato possono farla proprio le donne.

“È bello scegliere da che parte stare” è il suo titolo di testa sui social. E da Ministra dell’Istruzione tenne magistralmente testa alle sterili ma pericolose polemiche sulla presunta ideologia gender, anticamera delle attuali politiche oscurantiste contro l’autodeterminazione e la sessualità delle donne e l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

Oggi tutte e tutti hanno un ricordo o una frase di stima e di affetto da regalare per Valeria Fedeli, dal Parlamento alle associazioni di base, perché Valeria era una sindacalista, una femminista, una politica, ma soprattutto una persona che ha saputo mettere tutta se stessa per lasciare questo pezzo di mondo un po’ meglio di come lo aveva trovato, e senza mai perdere la propria umanità. Ci mancherà molto, e non possiamo che onorare il suo ricordo portandone avanti l’impegno, scegliendo ogni giorno, con tenacia, da che parte stare.

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