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Chi ha a cuore il destino della Primotecs? Dimezzata la Cassa integrazione 2026

Situazione grave per i lavoratori dello stabilimento di Avigliana (Torino)


Tradimento. Questo il pensiero che percorre oggi lavoratori e sindacati della Primotecs (circa 160 dipendenti) dopo l'incredibile voltafaccia che si è consumato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), quando è stato annunciato che la Cassa Integrazione per area di crisi complessa - in cui è inserita l'azienda metalmeccanica di Avigliana (settore automotive) - sarà garantita solo fino al 30 giugno 2026, anziché fino al 31 dicembre 2026, come era stato deciso nell'ultimo incontro a Roma, nel febbraio scorso.

In una nota di oggi, 24 aprile, le RSU sottolineano che il colpo di spugna sugli impegni presi, oltre a configurarsi come un errore tecnico, "è un atto di irresponsabilità politica che accorcia drammaticamente i tempi per il salvataggio industriale". Per i sindacati, che addebitano il fallimento della vicenda anche alla proprietà, il fondo d'investimento tedesco Mutares, la cui strategia ha portato ad un evidente stallo, "ridurre la copertura significa scoraggiare potenziali acquirenti e condannare il sito alla chiusura preventiva". Nella fabbrica di Avigliana si producono componenti in acciaio forgiato per il settore automotive, da trasmissioni ai sistemi di trazione, dalle bielle agli alberi motori, ingranaggi, mozzi ruota, anelli esterni e componenti per cuscinetti, utilizzando tecnologie d'avanguardia.

Lunedì, 27 aprile, è prevista una fermata generale, prosegue la nota, "per discutere la gravità della situazione e decidere le prossime iniziative di protesta da mettere in campo presso la Regione e le sedi istituzionali".

È il momento di fermarsi per far sentire la nostra voce. Non permissibile che il futuro della Primotecs venga svenduto o accorciato da decisioni prese sopra la testa dei lavoratori.

Sul rapporto con la Regione Piemonte è intervenuta la capogruppo Pd a Palazzo Lascaris Gianna Pentenero, secondo la quale è inaccettabile mettere a rischio il futuro di centinaia di famiglie per la superficialità con la quale il Mimit e il Gruppo Mutares hanno gestione la crisi. Una crisi che arriva da lontano, in primo luogo dall'abbandono o quasi del settore auto con la conseguente diminuzione di commesse e ordine, accentuata dalla controversa transizione dal motore termico all'elettrico.

In un comunicato, Gianna Pentenero ha annunciato che chiederà formalmente che l’Assessore al Lavoro Maurizio Marrone venga a riferire in Consiglio Regionale nella seduta di martedì prossimo per spiegare i motivi di questo arretramento istituzionale. Inoltre, sollecita la Giunta "affinché si attivi immediatamente per riportare la scadenza della CIGS al 31 dicembre 2026, termine ritenuto essenziale per qualsiasi ipotesi di rilancio".

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